{"id":1144,"date":"2013-11-09T21:49:13","date_gmt":"2013-11-09T20:49:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1144"},"modified":"2026-08-28T14:16:35","modified_gmt":"2026-08-28T12:16:35","slug":"biennale-ultima-chiamata-consigli-per-una-visita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1144","title":{"rendered":"Biennale, ultima chiamata. Consigli per una visita"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Un grande foglio bianco atterra sul pavimento di una stanza luminosa. Una guida accompagna per mano una ragazza incerta. Anche i suoi occhi sono completamente bianchi. S\u2019inginocchia sul pavimento. A terra i barattoli davanti a lei: \u00abChe cos\u2019e\u0300 questo?\u00bb \u00abIl giallo\u00bb \u00abE questo?\u00bb \u00abIl verde\u00bb&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le mani grassocce cominciano a esplorare quella terra incognita e senza spessore fino a cercarne i confini: sta prendendo le misure. \u00abDipingi un tuo ritratto\u00bb. \u00abVa bene\u00bb&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u0300 l\u2019inizio del video piu\u0300 toccante della 55a Biennale di Venezia (fino al 24 novembre), realizzato dal polacco Artur Zmijewski, dopo aver convinto alcuni non vedenti a impegnarsi con mani e piedi nella realizzazione di un proprio ritratto e di un paesaggio.<\/p>\n<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impegno profuso, il coinvolgimento con un colore di cui hanno un ricordo infantile o solo per sentito dire, le forme della mente che prendono corpo solo per gli altri che potranno vederle, i goffi corpi che si spendono totalmente per dare alla luce senza vedere la luce&#8230; E\u0300 un\u2019immagine straordinaria dell\u2019arte contemporanea, o dell\u2019uomo in genere che cerca il bello con tutte le sue forze, travalicando gli schemi e attraversando il proprio handicap.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Biennale e\u0300 ancora la manifestazione d\u2019arte contemporanea piu\u0300 importante del mondo. Nell\u2019Italia dei mille piangersi addosso, questo rimane un dato. Passeggiare tra le due immense sedi principali, senza contare i Padiglioni nazionali sparsi per la citta\u0300, permette di tastare il polso dell\u2019arte e di ricevere mille suggestioni comuni e contraddittorie quanto l\u2019uomo. Per un critico tassonomico recensire la Biennale e\u0300 una tortura, tante sono le cose da raccontare e di cui tener nota. Si vorrebbe indagare e raccontare l\u2019affascinante storia che sta dietro alle opere migliori, spesso necessaria alla loro comprensione, o far emergere il filo rosso tessuto dai curatori&#8230; Ci limiteremo a segnalare in due puntate alcuni artisti, opere o padiglioni nazionali che ci hanno attratto, utili a una visita in extremis. Ecco quindi una scelta personalissima e faziosa nel mare magnum delle mostre proposte, in una Biennale che complessivamente non ci ha strapazzato il cuore, ma che certamente ha sollecitato non poco la mente, insegnando piu\u0300 che ammaliando.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 1\">\n<div>\n<div>\n<p><strong>Lungo il Canal Grande<\/strong><\/p>\n<p>Preso il traghetto 1 dalla stazione, si attraversa tutto il Canal Grande, si fa passare in rassegna la citta\u0300 e si va quasi alla fine, appena prima del Lido: fermata Giardini. Ai Giardini si trova una delle due sedi principali, l\u2019altra e\u0300 l\u2019Arsenale, ossia la fermata di traghetto prima, raggiungibile dai Giardini anche a piedi in 15 minuti. La mostra principale da\u0300 il titolo alla Biennale, <em>Il palazzo enciclopedico<\/em>, ed e\u0300 curata da Massimo Gioni, il giovane critico italiano che ha un record personale di stima internazionale: e\u0300 l\u2019unico di cui praticamente tutti gli operatori del settore parlano bene e la sua Biennale (caso assolutamente unico) e\u0300 piaciuta in sostanza a tutti. Ognuna delle due sedi si apre con una sezione della mostra principale e accoglie un gruppo di padiglioni nazionali.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il Palazzo enciclopedico ai Giardini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra di Gioni, in effetti, ha qualcosa di ineccepibile: e\u0300 chiara, pulita e ogni artista e\u0300 presentato in modo sintetico da un piccolo pannello che ti permette di cogliere con chiarezza il filo rosso che accomuna esperienze cosi\u0300 diverse. In sintesi si potrebbe dire che ai Giardini l\u2019intento e\u0300 esemplificare il rapporto tra pensiero e arte, ossia l\u2019enorme peso che ha la mente, il sogno e l\u2019inconscio nell\u2019arte contemporanea. La partenza, spiazzante, e\u0300 riservata quindi al\u00a0 celebre psichiatra svizzero Carl Gustave Jung, che le proprie visioni (incubi-allucinazioni) le ha disegnate in un grande e fantasmagorico codice illustrato. Nella sala dopo, le pareti sono coperte dagli appunti a gessetto colorato su cartoncino nero di Rudolf Steiner, il fondatore dell\u2019antroposofia. Due padri ideali del pensiero moderno che aprono agli autori presentati: artisti di ogni medium, naturalmente, ma anche artisti inconsapevoli che, inseguendo una propria passione o mania, hanno dato vita a manufatti artistici di qualita\u0300. Molta Art brut insomma, ma nell\u2019accezione piu\u0300 allargata: dal plasticatore di bambole al costruttore di piccole case verosimili, fino al disegnatore maniacale dell\u2019infinitamente piccolo, geometrico o antropomorfo che sia. Tra queste scelte, particolari ma molto illuminanti, si dispongono alcuni artisti da tenere a mente.<\/p>\n<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli artisti da segnalare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Africa e\u0300 tra i protagonisti di questa Biennale e in diversi punti si vedono fotografie dedicate ai suoi abitanti; fra tutte, a sorprenderci a colori sono le immagini di Vivian Sassen, che \u201cplasma\u201d il corpo dei suoi soggetti per farli dialogare con oggetti-colore, chiamati a presenziare come contrappunto cromatico ai protagonisti, per farne saltare in aria la forza affettiva, espressiva e pulsiva insieme. Dopo Jung, la svizzera ritorna con un\u2019opera di Roger Hiorns, che sbriciola un altare in marmo di una chiesa abbandonata e ce ne presenta la polvere sparsa sul pavimento, lavorando sul crinale tra iconoclastia e volonta\u0300 di esaltare la componente spirituale e immateriale che c\u2019e\u0300 in un corpo sacro.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\" title=\"Page 1\">\n<p>Superato lo shock emozionale del video dei pittori non vedenti, per alleggerire il cuore basta passeggiare tra le piccole statue di creta che compongono l\u2019universo plasticato da Peter Fischli e David Weiss: una cosmogonia ironica, mai superficiale, talvolta romantica, della semplice bellezza del mondo e delle piccole cose e situazioni che ci circondano.<\/p>\n<p>Tra i pittori, comunque ben presenti in questa Biennale, segnaliamo il lavoro calligrafico e neo-iperealista di Ellen Altfest che si sofferma su dettagli poco nobili del corpo umano ma con una ruvida sincerita\u0300 che non dispiace.<\/p>\n<\/div>\n<div title=\"Page 1\">\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I padiglioni nazionali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se la stanchezza obbligasse a una scelta tra i padiglioni nazionali dei Giardini, tre meritano di non essere saltati. Il primo e\u0300 la Grecia, con tre video di Stefanos Tsivoroulos che raccontano una storia chiamata a farci pensare al ruolo che diamo al denaro nella nostra vita e societa\u0300; una riflessione intorno all\u2019Euro che non poteva essere piu\u0300 rappresentativa della nazione che ospita l\u2019artista. Il secondo e\u0300 quello degli Stati Uniti, in cui lasciarsi ammagliare dagli equilibri squilibrati di Sarah Sze, dove i pesi diventano leggeri e la leggerezza pesante, e quello israeliano, dove performance, video e scultura si fondono nella narrazione di Gilad Ratman che introduce lo spettatore, a meta\u0300 strada tra verita\u0300 e artificiosita\u0300, nei temi del viaggio, della vera natura delle cose, della societa\u0300 e dell\u2019individuo.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1158\" title=\"99_Biennale 2013_1b\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-688x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"688\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-688x1024.jpg 688w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-202x300.jpg 202w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-768x1143.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-1032x1536.jpg 1032w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b-1377x2048.jpg 1377w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/99_Biennale-2013_1b.jpg 1721w\" sizes=\"(max-width: 688px) 100vw, 688px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un grande foglio bianco atterra sul pavimento di una stanza luminosa. 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