{"id":1250,"date":"2015-01-03T12:03:01","date_gmt":"2015-01-03T11:03:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1250"},"modified":"2026-08-28T14:06:11","modified_gmt":"2026-08-28T12:06:11","slug":"la-modernita-di-courbet-domande-sul-realismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1250","title":{"rendered":"La modernita\u0300 di Courbet. Domande sul Realismo"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra impossibile rimanere delusi da una visita alla Fondazione Beyeler di Riehen e non solo per il sempre sorprendente edificio di Renzo Piano alle porte di Basilea, dove il trasecolare della luce sulle superfici di porfido rosso regala a questa scheggia conficcata nel paesaggio una naturalezza e armonia che sembrano addirittura crescere con il passare delle stagioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Varcato il portico che ti accompagna alla destra del laghetto di ninfee \u2013 pronti a farsi incantare dal domino sapiente con cui quella stessa luce viene piegata alle necessita\u0300 delle opere esposte \u2013 ci chiediamo se il sacrificio che la mostra in corso chiede, sottraendo visibilita\u0300 a parte dell\u2019eccezionale collezione permanente, verra\u0300 ripagato dalla qualita\u0300 delle opere arrivate per l\u2019occasione.<\/p>\n<div title=\"Page 1\">\n<div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manco a dirlo, com\u2019era successo non piu\u0300 di qualche mese fa per la mostra di Gerhard Richter, anche questa volta l\u2019esposizione dedicata al padre del Realismo, Gustave Courbet (1819-1877), ci appaga oltre modo di qualsiasi sacrificio. Le circa sessanta opere del pittore morto a La Tour-de-Peilz sono di quelle destinate a far godere ogni visitatore disposto a lasciarsi turbare e avvolgere dalla forza della pittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insieme alla grandezza, immensa, del pittore di Ornans \u00e8 infatti indubitabile che a emergere prepotente \u00e8 un inno alla resistenza di questo linguaggio e delle sue potenzialit\u00e0 destinate a dimostrarsi immutate,\u00a0se non fortificate, dalle tempeste dei secoli vissuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di una mostra che apre, nell\u2019osservatore, molte pi\u00f9 domande di quelle alle quali risponde. Domande tanto crude quanto salutari sull\u2019arte contemporanea, che di un pittore come Courbet non pu\u00f2 che dirsi figlia, proprio mentre s\u2019impegna a tracciarne l\u2019incolmabile e dolorosa distanza. Non manca nulla, infatti, alle caratteristiche che fan\u00a0no di Courbet un pittore moderno: il personalismo della sua opera, con il quale \u2013 un autoritratto dopo l\u2019altro \u2013 impone il suo status di artista all\u2019immaginario collettivo, grazie a gesti plateali di rottura, come i celebri e ambiziosi \u201cPadiglioni del Realismo\u201d fatti costruire a danno delle proprie finanze per esporre i suoi dipinti in polemica con i Salon (1855, 1867), o attraverso azioni simboliche come il gran rifiuto a Napoleone III che voleva assegnargli la Legion d\u2019onore, nel 1870, e, naturalmente, attraverso il suo impegno politico repubblicano, che lo porter\u00e0, pochi mesi dopo, ad essere membro della Comune di Parigi e tra i responsabili della demolizione della Colonna di Place Vend\u00f4me (1871) che gli sarebbe costata l\u2019esilio due anni dopo. Un curriculum che assolve ampiamente agli obblighi previsti da ogni patentino di artista ribelle, insomma, e che trova riscontro nei soggetti dei propri dipinti, in cui contadini e spaccapietre irrompono sulla tela a grandezza naturale, conquistando un palco prima riservato solo a nobili e a santi. Cos\u00ec come sono molte le opere pervase di una sensualit\u00e0 sfrontata, a volte saffica, fatta esplodere fino a diventare unico soggetto del quadro, come accade nell\u2019opera scandalo eccezionalmente presente in mostra: <em>L\u2019origine du monde,<\/em> primissimo piano dell\u2019intimit\u00e0 femminile che accese la pruderie di mezza Europa, che appartenne al padre dei lacaniani e che, ogni volta, ci fa ricordare con un sorriso il passaggio di Baricco che descrive le reazioni dei visitatori del Mus\u00e9e d\u2019Orsay, fatalmente attratti dal dipinto. \u00c8 cos\u00ec che, a chi ricorda l\u2019opera erotica dello scultore vivente pi\u00f9 pagato al mondo, Jeff Koons, non si stupir\u00e0 nel ritrovarlo nella veste di prestatore di un nudo femminile di Courbet proveniente dalla sua raccolta. Poter disporre, insieme o singolarmente, di tre attualissime peculiarit\u00e0 dell\u2019artista come \u201cstatus\u201d, \u201cimpegno\u201d e \u201ctrasgressione\u201d, fa di\u00a0Courbet un pittore di cui non si pu\u00f2 che parlar bene, senza per questo aver fatto realmente i conti con lo schiaffo della sua pittura. Ma se i motivi della sua modernit\u00e0 fossero solo questi, la mostra alla Beyeler non le farebbe onore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La verit\u00e0 \u00e8, invece, che il livello in cui Courbet \u00e8 padre della modernit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 profondo, nel senso letterale e molecolare del termine, al livello della materia: \u00abC\u2019\u00e8 in Courbet una sorta di rombo ctonico infinito; d\u2019infinita pressione, che non \u00e8 pi\u00f9 dell\u2019uomo, ma dell\u2019intera natura e dell\u2019intero universo; quasi egli volesse ripetere il gesto di Dio nell\u2019atto in cui impasta col fango le forme prime del mondo. Di quella pressione egli lascia sui suoi quadri tutte le impronte, tutte le ditate, tutte le furie, tutte le carezze e tutti i baci; che un atto d\u2019amore senza fine liscia\u00a0e ricompone poi nelle sue superfici geologicamente scosse e, insieme, perdutamente abbracciate e rassicurate\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quarant\u2019anni dopo, Giovanni Testori ci regala ancora la chiave di lettura pi\u00f9 convincente con cui godersi la mostra, invitandoci a lasciarsi travolgere dalle particelle di materia, chiamate a formare l\u2019umida verit\u00e0 di un prato innevato, di un\u2019onda sul mare o di un corpo carnoso. La mostra non fa rimpiangere una gita parigina e non solo perch\u00e9 \u00e8 un\u2019occasione preziosa per ammirare in relazione tra loro opere provenienti da tutto il mondo, ma perch\u00e9 sono rappresentati tutti soggetti dell\u2019artista, grazie al giovanile e bellissimo Autoritratto con il cane nero (1855), prima sua opera esposta in un Salon, ai paesaggi boschivi e marini, alle celebri onde, agli animali nella neve\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019esplosione di natura sazia il visitatore, che potr\u00e0 lasciarsi andare fino alla vertigine e alla commozione, scoprendo che di sensualit\u00e0 sono intrise e inzuppate \u2013 ben pi\u00f9 trasgressivamente che nei soggetti dedicati al tema \u2013 le particelle di ogni realt\u00e0 naturale rappresentata, capaci di trasudare il proprio odor di vita a ogni tacca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uscito sull\u2019ampio poggiolo di fronte alla parete vetrata che si apre sulla campagna di Basilea, il visitatore, un po\u2019 frastornato dall\u2019esperienza fatta, potr\u00e0 interrogarsi, non solo sul rapporto tra realt\u00e0 naturale e la sua rappresentazione. Seduto sui comodi divani bianchi, certo parte della mente sar\u00e0 occupata da quell\u2019autoritratto, <em>Le Fou de peur<\/em> (1844-\u201945), apparentemente non finito, ma in realt\u00e0 una sorta di manifesto, esposto dal pittore tra i suoi capolavori, con il titolo di <em>Le suicide<\/em>, emblematico proprio per quelle macchie di materia che \u201cfirmano\u201d il precipizio verso il quale l\u2019artista suicida \u00e8 fatalmente attratto. E un pensiero andr\u00e0 ai cortocircuiti della storia culturale, in mostra esemplati da un grande <em>Bouquet d\u2019asters<\/em> dedicato a Baudelaire nel 1859, a due anni dalla pubblicazione de <em>Les fleurs du Mal<\/em>\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la nostra mente, non pu\u00f2 che correre alla domanda sull\u2019arte contemporanea che apre sempre l\u2019opera di Courbet, per interrogarsi su quale sia la sfida lanciata dalla verit\u00e0 della sua pittura agli artisti di oggi e su quale possa essere l\u2019espressione sincera e attuale del loro Realismo. Non potr\u00e0 pi\u00f9 essere letteralmente quello di Courbet, dal quale occorrer\u00e0 semmai imparare che la libert\u00e0 non sta nella trasgressivit\u00e0 del soggetto, ma dei propri schemi. Del resto, cosa ci insegna, se non l\u2019assoluta libert\u00e0 di contraddirsi, l\u2019immagine indimenticabile di quei due giovani cervi che, librando nel loro salto, si staccano dalla materia stessa, appoggiandosi sulla superficie innevata della tela come due decoupage?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/110_Courbet-Beyeler.pdf\">Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/110_Courbet-Beyeler.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1252\" title=\"110_Courbet Beyeler\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/110_Courbet-Beyeler-681x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra impossibile rimanere delusi da una visita alla Fondazione Beyeler di Riehen e non solo per il sempre sorprendente edificio di Renzo Piano alle porte di Basilea, dove il trasecolare della luce sulle superfici di porfido rosso regala a questa scheggia conficcata nel paesaggio una naturalezza e armonia che sembrano addirittura crescere con il passare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1252,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-1250","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1250","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1250"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5315,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1250\/revisions\/5315"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}