{"id":1266,"date":"2015-09-12T12:34:34","date_gmt":"2015-09-12T11:34:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1266"},"modified":"2026-08-28T14:02:05","modified_gmt":"2026-08-28T12:02:05","slug":"il-padre-di-serodine-e-il-rischio-di-ritrarlo-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1266","title":{"rendered":"Il padre di Serodine e il rischio di ritrarlo"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Seicento non sono tanti i pittori che hanno ritratto i propri genitori. Rispetto a oggi, l\u2019artista era certamente meno libero di scegliere i propri soggetti: diversi erano, oggettivamente, i tempi di esecuzione, i costi del materiale impiegato, maggiore, mediamente, la capacita\u0300 persuasiva dei creditori&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci si poteva permettere troppe cartucce sparate a vuoto e fare un dipinto per un committente che verosimilmente non lo avrebbe pagato, ma, semmai, ricevuto in dono, era un lusso che ci si poteva prendere solo per un motivo molto importante: il calcolo ponderato di un ritorno o un affetto raro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u0300 anche per questo che merita particolare attenzione questo ritratto del padre Cristoforo, dipinto da Giovanni Serodine a 28 anni, come specifica la scritta in basso a destra. Un\u2019opera eseguita in una circostanza forse precisa, certamente ignota, e che divenne presto il dipinto piu\u0300 celebre e pubblicato dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il motivo di tanta attenzione e\u0300 tutto li\u0300 da vedere: la bellezza innanzitutto materica di questa tela fa perdere il nostro occhio nei mille dettagli che la compongono: dal fondo bruciacchiato e sbertucciato della stanza, a quel foglio muto e camaleontico appeso alla parete \u2013 che sembra pronto ad esserne risucchiato senza restituirci nulla del messaggio che portava \u2013 agli attributi disposti a raggiera a trapuntare di segni il nostro effigiato:\u00a0dal calamaio, al prezioso tappeto antico, dal libro aperto appoggiato su una squadra, al ventaglio o similare stretto nella mano. A voler fare i conti di linee prospettiche e anatomia, l\u2019impaginazione del dipinto\u00a0non \u00e8 certo rigorosa, ma lo scoppiettio della pennellata ci tratteggia un ritratto, sontuoso e dimesso insieme, che ha una manciata di contendenti nella sua epoca in Europa. \u00abIl tavolo, visto dall\u2019alto, che scivola\u00a0verso di noi, attraversato dal tappeto turco; il libro dove la stampa \u00e8 un macchiato \u201cvisto e preso\u201d; le mani artritiche, gonfie di umori, essudanti luce; e, dappertutto, un fare arsiccio, crepitante, rabbuffato, \u201csenza\u00a0disegno e con manco decoro\u201d; per buona sorte della pittura che spira dove vuole\u00bb. Cos\u00ec, ancora una volta, Roberto Longhi, il critico a cui affidarsi, nella ricerca di sentieri praticabili per il viaggio alla scoperta dei pensieri di Cristoforo, sentimenti trapelati da quel viso cresciuto a ciuffi dal pennello del pittore: ciuffi di una barba rada e di una ancor pi\u00f9 rada e arruffata capigliatura, ciuffi di materia epidermica tassellata di bianco e di carminio puri, ciuffi di solchi per un viso disegnato a suon di impressioni affettive. \u00c8 ancora Longhi, dicevamo, a parlarci di lui, Cristoforo, \u00abcomplessa umanit\u00e0 del vecchio capomastro ticinese, scarmiglione e boh\u00e9mien, impasto di Don Chisciotte e Don Ferrante, lettore non sai se dell\u2019antico testamento o d\u2019un libro sugli influssi stellari, ma che, di certo, ha tanto l\u2019aria di lagnarsi dello scirocco romano che della mala sorte dei Serodine. Seduto di traverso dietro al tavolo della stanzaccia [\u2026], dove la patente di capomastro sta appiccicata con l\u2019ostia al muro rosicchiato dai sorci, par che dica: \u201c[\u2026] E sar\u00e0 poi questo il modo di farmi il ritratto?\u201d\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/114_Serodine-3.pdf\"> Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1386 size-large alignleft\" title=\"padre serodine\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-1024x704.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"550\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-1024x704.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-300x206.jpg 300w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-768x528.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-1536x1056.jpg 1536w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/padre-serodine-2048x1408.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel Seicento non sono tanti i pittori che hanno ritratto i propri genitori. 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