{"id":1273,"date":"2015-09-26T12:39:28","date_gmt":"2015-09-26T11:39:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1273"},"modified":"2026-08-28T14:01:37","modified_gmt":"2026-08-28T12:01:37","slug":"lultimo-avamposto-del-600-lombardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1273","title":{"rendered":"L\u2019ultimo avamposto del \u2019600 lombardo"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quarto e ultimo appuntamento con la mostra di Serodine non poteva che essere dedicato a lei, la protagonista indiscussa, non solo della mostra, ma dell\u2019intera opera del pittore ticinese. Tutta l\u2019esposizione e\u0300 stata del resto organizzata intorno a lei, nel senso piu\u0300 fisico del termine: e\u0300 lei a determinare l\u2019altezza a cui sono state collocate le opere, lei a far da perno, epicentro e risucchio attrattivo nel valzer prospettico dell\u2019allestimento boeriano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma e\u0300 soprattutto lei l\u2019ultima opera dipinta da Serodine e, certamente, il suo apice figurativo e affettivo. Ci riferiamo, naturalmente alla grande pala della parrocchiale di Ascona, <em>L\u2019incoronazione della Vergine<\/em> che, non solo per vastita\u0300 di campionario umano, ma per respiro emozionale e materico si pone bene quale testamento figurativo del Serodine che, di li\u0300 a pochi mesi, avrebbe lasciato questo mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma cosa vediamo in questa meravigliosa pala?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Lasciamo che a rispondere sia colui che ne \u00e8 stato il cantore primo, per grazia di visione e scrittura, Roberto Longhi, naturalmente, di cui godiamoci le parole ecfrastiche: Serodine \u00e8 \u00abriuscito a procedere ancora di un punto, risolvendo di trattar di luce all\u2019aperto; ci\u00f2 che non era pi\u00f9 un problema di stretta osservanza caravaggesca. Brani di paesaggio lontano, disfatti nell\u2019ardore dell\u2019aria, appaiono cos\u00ec tra le quinte dei grandi tronchi rugosi su cui si impigliano i fiotti densi delle nubi a sorreggere, nel cielo pi\u00f9 remoto, l\u2019Incoronazione della Vergine fra gli angeli bianchi, intenti al loro concertino di archi, legni ed ottoni. Ma, sul dinnanzi, ecco i sei Santoni all\u2019aperto: San Giovanni Evangelista, San Pietro, San Paolo, San Sebastiano, Sant\u2019Antonio abate, San Carlo Borromeo; salvo quest\u2019ultimo, tutti facce di muratori, di scalpellini, di \u201cbarboni\u201d lombardi, bruni, biondi, brizzolati e scarmigliati, in atti piuttosto generici, ma resi verissimi, convincenti dalla pulsazione scottante e macchiata della luce e dell\u2019ombra. Il sole che punge da sinistra li tormenta, infatti, d\u2019ogni lato, di riflessi, combattendo con le strinature dell\u2019ombra. Mantelli e sai stazzonati, cotte crepitanti, mani che oscillano, libri a rovello macchiati di stampa. Il colmo di questo picchiettato \u201cluministico\u201d \u00e8, forse, nella mano destra di San Carlo; o, forse, nel terreno, tra acquitrinoso ed arsiccio, come dopo un incendio spento in furia nel radore fatto dai boscaioli o dai carbonai dell\u2019alpe. Restano in primo piano minuzzoli di fuscelli secchi, il tricorno fiammante di San Carlo, il bastone di Sant\u2019Antonio, la testa del porcellino nero con l\u2019ombra vicinissima; e, al centro del quadro, la pausa candida del tovagliolo della \u201cVeronica\u201d con l\u2019effigie arcaica del Salvatore: fissa, frontale, anodina come nell\u2019autoritratto del D\u00fcrer o in qualche vecchio Cristo fiammingo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa aggiungere? Niente pi\u00f9 che una suggestione. L\u2019attacco di Longhi suggerisce, infatti, un accostamento non troppo ardito. La memorabile mostra longhiana <em>Arte Lombarda dai Visconti agli Sforza<\/em>, allestita a Palazzo Reale di Milano nel 1958, si chiudeva con l\u2019immagine simbolo del grande <em>Polittico di Treviglio<\/em> di Bernardino Butinone e Bernardo Zenale. Sovrailluminata e sfavillante dei suoi ori, era stata chiamata a porre un argine, quasi fisico, all\u2019\u201cinvasione\u201d del leonardismo a Milano che, per Longhi, non poteva in alcun modo essere considerato arte lombarda. Bene, mi chiedo se a questa pala, dipinta sul finale di quel periodo straordinario dell\u2019arte lombarda, tra Cinque e Seicento, che da Testori in avanti chiamiamo dei \u201cpestanti\u201d, pittori carlini della peste, mi chiedo se non le si possa assegnare una funzione analoga di baluardo e \u201cargine\u201d dell\u2019arte lombarda posta a difesa dell\u2019invasione del Barocco. Probabilmente Testori mi avrebbe risposto, sdegnato e furente, che era la <em>Battaglia di Sennancherib<\/em> di Tanzio da Varallo, conservata nella Basilica di San Gaudenzio, semmai, quell\u2019opera. Ma, ora che lui non pu\u00f2 travolgermi con la sua persuasione invincibile, mi chiedo se non sia questo l\u2019ultimo avamposto: la registrazione di un momento in cui la pittura lombarda, scrollatasi di dosso le lugubri tenebre di ori, sangue e strazi, sia uscita ad attingere al sole della pittura europea, illuminandosi quanto basta per non trasfigurarsi e rimanere in tutto per tutto materia lombarda e, quindi, terrestre<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/115_Serodine-4.pdf\"> Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1388\" title=\"ultimo avamposto\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-1024x763.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"536\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-1024x763.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-300x224.jpg 300w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-768x572.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-1536x1145.jpg 1536w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/ultimo-avamposto-2048x1526.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il quarto e ultimo appuntamento con la mostra di Serodine non poteva che essere dedicato a lei, la protagonista indiscussa, non solo della mostra, ma dell\u2019intera opera del pittore ticinese. 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