{"id":1451,"date":"2012-12-24T15:12:00","date_gmt":"2012-12-24T14:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1451"},"modified":"2026-08-28T14:19:46","modified_gmt":"2026-08-28T12:19:46","slug":"dalle-mani-di-donatello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1451","title":{"rendered":"Dalle mani di Donatello"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Cio\u0300 che sorprende in questa terracotta dipinta e\u0300 il suo presentarsi a noi come un bouquet di circostanze che stanno accadendo. Tutto in lei parla di un divenire, di uno svolgersi ancora in corso. E non mi riferisco solo alla straordinaria vicenda con la quale questo capolavoro di Donatello e\u0300 riemerso dall\u2019anonimato per essere riconsegnato a fedeli e ammiratori. Sotto quel velo di sfrontata tenerezza scalpita, infatti, la storia di un rapporto tra carne e spirito che e\u0300 il piu\u0300 grande augurio che si possa fare, allo scoccare del Natale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u0300 la storia di un giovane Donatello, che si dedica ad un\u2019opera dalla materia non nobile, e che si trova a scrivere la storia di uno dei passaggi piu\u0300 decisivi della vicenda figurativa occidentale: quello tra il Gotico e il Rinascimento. Una Madonna che, nel secondo decennio del \u2019400, si slancia ancora verso le linee affusolate alla francese, ma che e\u0300 ormai irrimediabilmente attratta verso terra, verso la concreta umanita\u0300 di una corporeita\u0300 costretta ad usare la carne per parlare della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Portare gli occhi a questa scultura e\u0300 una salutare operazione di riappropriazione del Natale e, insieme, della consapevolezza della nostra cultura figurativa \u2013 due occupazioni che non necessitano gradi di separazione. In essa, infatti, l\u2019incarnazione, il farsi di carne, non accade solo grazie all\u2019assunzione di generiche fattezze umane ma, piu\u0300 letteralmente, assumendo le fibre della carne umana, destinate a diventare, per questo, sempre piu\u0300 convincenti, grazie a un incrocio tra tratti, espressioni, sguardi e gesti che si stanno facendo reali davanti ai nostri occhi. Non si tratta ancora di un processo concluso \u2013 anche nello stesso Donatello ci saranno opere ancor piu\u0300 compiutamente e virilmente umane \u2013 ma che possiamo cogliere in un punto decisivo del suo imporsi. Spettera\u0300 a ciascuno, al proprio livello di abbandono, il riposarsi sulla levigata e perlacea pelle dei protagonisti, di una giovane Madonna ancora bionda, anzi dorata, dagli occhi un po\u2019 allungati e dalle sopracciglia patrizie. Ci lasceremo condurre da questo guancia-a-tempia verso il Bambino a lei abbarbicato, un bambino che le si appoggia stropicciandole il viso, spostando quella carne che, cosi\u0300, dimostra la sua natura reale? Il labbro dischiuso di Maria sembra alzarsi per l\u2019occasione, autorizzando il bimbo a schiudere quella bocca certa e pensierosa insieme. E\u0300 inutile negare si tratti di un Bambino che vuole entrarci nella vita, si capisce subito che non ha intenzione di lasciarci in pace. Anche perche\u0301 la storia perfetta ed esemplare che racconta questa Madonna rischia di scomodare perfino gli agnostici piu\u0300 coriacei, visto che condensa in se\u0301 tutti gli elementi del dibattito \u2013 o chiacchiericcio \u2013 artistico a cui i giornali ci hanno abituato in questi anni, voltati, per una volta, dalla parte giusta.<\/p>\n<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nome altisonante, Donatello, incredibilmente non e\u0300 emerso a vanvera, come quasi sempre accade quando si parla di un Leonardo, Caravaggio o Michelangelo \u201critrovati\u201d. E, non a caso, la scoperta nasce da una studiosa, Laura Ciferri, che s\u2019imbatte in questa scultura durante una normale e sacrosanta ricognizione sul territorio, finalizzata alla catalogazione della scultura in terracotta in Umbria. Nasce dall\u2019intuizione di una studiosa che interpella i colleghi piu\u0300 autorevoli, prima che le redazioni dei giornali; nasce da un lungo, si\u0300 lungo, restauro che si permette di dedicare sette anni allo studio e alla pulitura di un capolavoro, arrivando al risultato che le immagini di questa pagina mostrano. Un esito che ci rende felici di fare i nomi almeno dell\u2019Opificio delle Pietre Dure, dove e\u0300 stato condotto il restauro, della soprintendente Cristina Acidini che l\u2019ha vegliato fin dai primi passi, di Laura Speranza che l\u2019ha diretto e di Rosanna Moradei e Akiko Nishimura che l\u2019hanno materialmente eseguito, liberando la stupenda cromia originaria, nascosta sotto molti strati di ridipintura.<\/p>\n<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Una storia a lieto fine, insomma, che parla di un\u2019unita\u0300 esemplare e possibile tra le ragioni dell\u2019arte e quelle della fede. Nel paese umbro di tremila anime, tra i piu\u0300 bei borghi d\u2019Italia, quella di San Francesco \u2013 in cui verra\u0300 custodita la Madonna di Donatello \u2013 e\u0300 considerata una \u201cuna sorta di chiesa museo\u201d (dal sito del Comune), anche per la presenza di opere di Pomarancio e altri artisti minori; l\u2019annesso convento francescano e\u0300 ora sede dello stesso Comune di Citerna. Eppure, l\u2019arrivo di questa Madonna, c\u2019e\u0300 da scommettere, sara\u0300 destinato a incrinare la visione museale di questo luogo; e non solo perche\u0301 il suo ritorno ha portato alla riapertura al culto della chiesa \u2013 e anche questo non e\u0300 poco \u2013 ma perche\u0301, come avviene in ogni chiesa, una Madonna, soprattutto se cosi\u0300 umana, calamita a se\u0301 le devozioni piu\u0300 discrete, quelle privatissime e insospettabili, gli affidamenti piu\u0300 personali dei \u201cpepponi\u201d piu\u0300 incalliti, spesso nascosti tra i distratti turisti, arrivati al Borgo per l\u2019importanza del nome dello scultore rinascimentale. Non ci sara\u0300 bisogno di annunci plateali, sara\u0300 magari questione di secondi, ma, ancora una volta, come in quel primo Natale, qualcosa di nuovo e dall\u2019esito insondabile, potra\u0300 nascere da un bambino apparentemente inerte che s\u2019attacca alla madre, in un anonimo paese fuori mano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Donatello.pdf\">Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/93_Natale_Donatello_a.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-1452\" title=\"93_Natale_Donatello_a\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/93_Natale_Donatello_a-682x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"682\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cio\u0300 che sorprende in questa terracotta dipinta e\u0300 il suo presentarsi a noi come un bouquet di circostanze che stanno accadendo. 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