{"id":1483,"date":"2015-04-04T12:12:35","date_gmt":"2015-04-04T11:12:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1483"},"modified":"2026-08-28T14:04:45","modified_gmt":"2026-08-28T12:04:45","slug":"quel-fiore-che-ti-precede-van-gogh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1483","title":{"rendered":"Quel fiore che ti precede. Van Gogh"},"content":{"rendered":"<div title=\"Page 1\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Era l\u2019inverno del 1890 e la storia breve di uno dei piu\u0300 celebri pittori al mondo stava drammaticamente volgendo al termine. Erano passati solo cinque anni dai <em>Mangiatori di patate<\/em>, eppure, di li\u0300 a pochi mesi, Vincent Van Gogh si sarebbe tolto la vita al colmo del piu\u0300 irrecuperabile dei numerosi attacchi depressivi che lo afflissero.<\/p>\n<div title=\"Page 2\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tasca, solo una lettera mai spedita all\u2019amato fratello Teo: \u00abPer il mio lavoro io rischio la vita e ho compromesso a meta\u0300 la mia ragione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure, il 31 gennaio di quell\u2019anno, il sole, oltre il vetro dell\u2019ospedale psichiatrico di Saint Remy, dove aveva deciso di autointernarsi, aveva un colore inaspettatamente nuovo. Era bastata una lettera del fratello, cosi\u0300 diversa da tutte le altre: \u00ab[Oggi] Jo ha partorito un bellissimo bambino, un piccolo che piange molto ma ha un aspetto sano. Gli daremo il tuo nome, e ci auguriamo sinceramente che sara\u0300 perseverante e coraggioso come te\u00bb. Una notizia gioiosa era sbocciata in un segno di affetto e di profonda stima che Vincent non si sarebbe mai aspettato. \u00abHo immediatamente iniziato un quadro per lui (il piccolo), che potrebbe stare nella sua camera, grandi rami di mandorlo in fiore contro un cielo blu&#8230;\u00bb. Cosi\u0300 scrive alla madre quindici giorni dopo, comunicandole il regalo che stava preparando al nascituro: e\u0300 il dipinto qui riprodotto, che fece presto sfoggio di se\u0301, sul camino della casa di Theo e Johanna a Montmartre; \u00abil dipinto migliore che ho fatto, quello a cui ho lavorato con piu\u0300 pazienza e con piu\u0300 calma\u00bb. Un unicum nella produzione di Van Gogh, nato da un fatto straordinario che accordo\u0300 al pittore un momento molto circoscritto di pace, seguito presto da una ricaduta, che gli impedi\u0300 di dar vita a una serie di dipinti analoghi, come accadde per altri soggetti cosi\u0300 riusciti. Quando si riprese dall\u2019ennesimo attacco di depressione, infatti, era troppo tardi: \u00abSe fossi stato in grado di andare a lavorare, avrei fatto altri alberi in fiore. Ora gli alberi in fiore non ci sono quasi piu\u0300, davvero non ho fortuna\u00bb. E, in effetti, aveva perso l\u2019ultima occasione: per lui, un\u2019altra primavera non sarebbe arrivata.<\/p>\n<div title=\"Page 2\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Una speranza inattesa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chissa\u0300 se Van Gogh si sarebbe mai accorto di quei rami fioriti se il suo cuore, e i suoi occhi, non fossero stati aperti dalla nascita di un nuovo Vincent, a cui a dare il proprio desiderio di riscatto e la speranza di una vita felice. Un piccolo ramo di mandorlo in vaso lo aveva gia\u0300 dipinto, certo, ma niente a che spartire con questo trionfo di bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stiamo di fronte all\u2019immagine di questo dipinto stupefatti, inseguendo la pennellata di Vincent che ne tornisce i rami e ne ingemma i boccioli, traforandone i contorni su un fondo di un azzurro dolcissimo e tenue, perche\u0301 terso di pace: un quadro ricamato con la sgorbia, per dar corpo alla suggestione lontana ricevuta dalle stampe degli amati artisti giapponesi, \u00abche vivono in natura come se essi stessi fossero fiori\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il primo a fiorire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ce ne sarebbe in abbondanza per fare di questo quadro l\u2019immagine perfetta per la rinascita della Pasqua. Ma il dipinto, e il suo soggetto, si caricano di un\u2019ultima densa suggestione, grazie ad un\u2019immagine che papa Francesco ha ripetuto piu\u0300 volte negli ultimi due anni: \u00abNoi diciamo che dobbiamo cercare Dio, andare da Lui a chiedere perdono, ma quando noi andiamo, Lui ci aspetta, Lui e\u0300 prima! [&#8230;] Il Signore e\u0300 come il fiore di mandorlo, il primo fiore della Primavera (cfr Ger 1,11-12). Prima che vengano gli altri fiori, c\u2019e\u0300 lui: lui che aspetta. Il Signore ci aspetta. E quando noi Lo cerchiamo, troviamo questa realta\u0300: che e\u0300 Lui ad aspettarci per accoglierci, per darci il suo amore. E questo ti porta nel cuore uno stupore tale che non lo credi, e cosi\u0300 va crescendo la fede! Con l\u2019incontro con una persona, con l\u2019incontro con il Signore\u00bb.<\/p>\n<div title=\"Page 2\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra violento affiancare questo dipinto alla frase del Papa, pensando a quanto fosse lontana, per il pittore, l\u2019esperienza di questa metafora&#8230; Ce ne scusiamo con pudore. Ma proporlo e\u0300 l\u2019unico modo che abbiamo per riaffermare che l\u2019unicita\u0300 di questo quadro di Van Gogh, la fragile felicita\u0300 che l\u2019ha generato e l\u2019epilogo sfortunato che incombe in un orizzonte di mesi cosi\u0300 vicino non possono annullare in noi la gratitudine perche\u0301 questo capolavoro c\u2019e\u0300. Perche\u0301 un dipinto cosi\u0300 straordinario s\u2019impone a noi a dimostrazione lampante che, quando accade qualcuno, la sofferenza vissuta, la malattia subita e la costrizione obbligata non sono capaci di dire l\u2019ultima parola sull\u2019uomo che le vive, di annullarne la capacita\u0300 di stupore, di impedirgli di creare qualcosa d\u2019eccezionale e di regalarcelo per sempre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/111_Pasqua-Van-Gogh-a-b.pdf\">Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/111_Pasqua-Van-Gogh-a-b.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-1485\" title=\"111_Pasqua Van Gogh a-b\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/111_Pasqua-Van-Gogh-a-b-681x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"681\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era l\u2019inverno del 1890 e la storia breve di uno dei piu\u0300 celebri pittori al mondo stava drammaticamente volgendo al termine. 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