{"id":1674,"date":"2018-05-06T14:42:34","date_gmt":"2018-05-06T13:42:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1674"},"modified":"2026-08-28T13:53:56","modified_gmt":"2026-08-28T11:53:56","slug":"gaudenzio-ferrari-incontrovertibili-nella-dolcezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1674","title":{"rendered":"Gaudenzio Ferrari. Incontrovertibile dolcezza"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIo voglio che la gente capisca l\u2019operazione, al di l\u00e0 che la intenda come un\u2019opera d\u2019arte o no, questo a me non interessa\u00bb. La mostra dedicata a Gaudenzio Ferrari (1475 ca &#8211; 1546) \u00e8 un congegno articolato e perfetto, atto a soddisfare le attese di ciascuno, qualsiasi sia l\u2019ossatura culturale di cui dispone, l\u2019altezza del proprio desiderio di conoscenza e la personale disponibilit\u00e0 alla fascinazione. Se in apertura citiamo una dichiarazione di Alberto Garutti sulla propria opera \u00e8 perch\u00e9 una delle caratteristiche della curatela di Giovanni Agosti \u2013 cui associare in un binomio indispensabile il deuteragonista Jacopo Stoppa \u2013 \u00e8 quella di aver saputo innervare lo studio e la presentazione dell\u2019artista con il rigore concettuale della propria formazione, con l\u2019intelaiatura franca e riconoscibile di un metodo scientifico spietato che lascia libera la dolcezza gaudenziana di strabordare da ogni dove, senza che il sentimento trascini nel baratro la ragione, accettando, con ineluttabile benevolenza, che questa, semmai, del sentimento sostenga lo slancio. Il tentativo, si esplicita in catalogo, non era quello di dar vita a un racconto in stile \u201cPaolini\u201d, da preferire a uno stile \u201cGuttuso\u201d. Si \u00e8 cercato di stare alla larga dalla letteratura e da una sistematica esibizione esistenziale. Per quanto possibile, con una materia come quella di Gaudenzio e lo spettro di certi padri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del Cinquecento, Gaudenzio era per Giovanni Paolo Lomazzo uno dei sette \u201cGovernatori\u201d nel <em>Tempio della Pittura<\/em> (con Mantegna, Michelangelo, Polidoro da Caravaggio, Leonardo, Raffaello e Tiziano). Nel Novecento spetta a Roberto Longhi e, soprattutto, Giovanni Testori il lavoro critico su Gaudenzio di cui, per primo, difese strenuamente anche il ruolo di scultore al Sacro Monte, lasciandoci pagine indimenticabili di lettura poetica dell\u2019opera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il valore di questa mostra \u00e8 proprio dimostrare quali mezzi si possano dispiegare oggi nel terzo tentativo, dopo Lomazzo e Testori, di riportare Gaudenzio nella cerchia dei grandi artisti del Rinascimento, cui dovrebbe appartenere non solo per gli studiosi: \u00abLo scopo del progetto \u00e8 fare capire al maggior numero di persone la grandezza di Gaudenzio Ferrari\u00bb, sintetizzano i curatori. Vengono cos\u00ec incrementate e messe a sistema le imprescindibili acquisizioni di Gianni Romano, cui \u00e8 stata chiesta una supervisione al progetto, ma anche gli studi pi\u00f9 recenti di una studiosa di grande valore come Rossana Sacchi, che ha fatto luce sul Gaudenzio operante a Milano. L\u2019operazione \u00e8 chiara: una mostra allestita nelle tre cittadine che ne conservano le opere maggiori, Varallo, Vercelli e Novara, che mostri gli esiti di una riconsiderazione complessiva dell\u2019opera di Gaudenzio, al largo da indulgenze, prosopopee o eccessi, levigata pressoch\u00e9 fino all\u2019osso dell\u2019incontrovertibile. Quello che va in scena oggi \u00e8 il tentativo \u2013 capiremo solo tra vent\u2019anni in che misura e direzioni riuscito \u2013 di operare una restituzione dovuta con i mezzi della scientificit\u00e0 e del rigore accademico capace di fare i conti con le conoscenze e aspettative del pubblico, in grado di prendere in mano un autore dalla poesia gi\u00e0 di per s\u00e9 incandescente, portato alla temperatura di fusione emotiva e partecipativa dalle parole di Testori. Non si tratta di un\u2019operazione di raffreddamento, ma di consolidamento strutturale che sottende l\u2019esposizione e si esplicita nel catalogo: un\u2019impalcatura concettuale, appunto, che bonificando e precisando fonti, date, attribuzioni, debiti e crediti figurativi, passaggi di propriet\u00e0, provenienze e ricostruzioni, d\u00e0 vita a un monumentale monografia che si porr\u00e0 come pietra angolare e modello. La stesura ha coinvolto giovani studiosi per le schede-saggio \u2013 omogeneizzate e revisionate con implacabile acribia certosina dai curatori \u2013 e ha richiesto un fotografo unico per le opere, Mauro Magliani, che assicurasse omogeneit\u00e0 e confronti \u201calla pari\u201d, capaci di appagare lo sfoglio e ossigenare il conoscitore. La centralit\u00e0 dell\u2019ordine operato con le schede, in cui la parte pi\u00f9 tecnica \u00e8 in corpo ridotto per far emergere il filo maestro dell\u2019incontro con l\u2019opera, \u00e8 sottolineata nel saggio introduttivo, segnato da una titolazione franca, \u201cGaudenzio, per adesso\u201d, declinata in paragrafi autoesplicativi: \u201cChe cosa c\u2019\u00e8 dietro\u201d, \u201cChe cosa di vede a Varallo\u201d, \u201cChe cosa di vede a Vercelli\u201d, \u201cChe cosa di vede a Novara\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in mostra, del resto, tra grandi tavole e interi polittici con carpenteria originale, non occorreva certo cedere il passo a disposizioni scenografiche o firme registiche. La pittura di Gaudenzio basta a se stessa, soprattutto se presentata all\u2019interno di accostamenti puntuali con maestri, colleghi ed eredi, grazie a importanti prestiti internazionali che consentono ricostruzioni \u2013 ahinoi temporanee \u2013 di polittici, ma anche messe alla prova di attribuzioni e cronologie stilistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 qui che, alle titolazioni abrasive del catalogo fanno da contraltare i tre titoli delle sezioni cittadine, frutto di una piccola concessione, se non alla poesia, quantomeno alla formazione degli affetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La \u201cmeglio giovent\u00f9\u201d ricostruisce la prima attivit\u00e0 di Gaudenzio alla Pinacoteca di Varallo, a pochi passi dal celebre tramezzo da lui affrescato a Santa Maria delle Grazie (1513), eccezionalmente visibile da vicino, grazie a un ponteggio montato ad hoc. Siamo ai piedi del Sacro Monte, nel quale Gaudenzio ha espresso tutte le sue doti registiche in pittura e scultura \u2013 se non nell\u2019architettura \u2013 firmando numerosi interventi, tra le cinque cappelle legate all\u2019infanzia di Ges\u00f9 e quella della Crocifissione, conclusa entro il 1521.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuella che chiamano la maturit\u00e0\u201d \u00e8 la fase centrale della produzione gaudenziana, allestita a Vercelli, nella struttura dell\u2019Arca. In citt\u00e0 l\u2019artista risiedette almeno tra il 1529 e il 1534, lasciando nella chiesa di San Cristoforo una grande pala e due cappelle affrescate che mozzano il fiato, giustificando a pieno titolo lo sforzo chiesto al visitatore per la dislocazione territoriale del progetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRimettersi in gioco\u201d \u00e8 stata la necessit\u00e0 di Gaudenzio negli ultimi dieci anni di vita, tra il 1536 e il 1546, stabilitosi a Milano dopo il periodo vercellese e il cantiere della straordinaria cupola affrescata con gli <em>Angeli musicanti<\/em>, nel Santuario di Saronno. La mostra che racconta questo decennio va in scena al Broletto di Novara, includendo due opere di Cerano e Morazzone, protagonisti del Seicento lombardo che in Gaudenzio affondarono le proprie radici espressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, passando in rassegna l\u2019opera gaudenziana, si ha l\u2019impressione che la strada intrapresa dai curatori \u2013 in qualche modo complementare alle pagine testoriane \u2013 fosse l\u2019unica onestamente percorribile. Cosa aggiungere, del resto, al volto trepido di Maria annunciata e all\u2019incredibile macchina scenica della <em>Crocifissione<\/em> al Sacro Monte di Varallo? Che dire degli angeli spiumeggianti che reggono il Bambino nell\u2019<em>Adorazione<\/em> di Sarasota e dello struggente <em>Compianto<\/em> di Budapest posto accanto al suo vertiginoso cartone a Vercelli? Meglio lasciare che il visitatore indugi con i suoi modi e tempi fino a Novara, magari per sostare davanti all\u2019ultima opera di Gaudenzio, lasciata incompiuta e terminata da un allievo. Davanti a questa tavola \u2013 uno dei tanti prestiti eccezionali e tra le opere restaurate per l\u2019esposizione \u2013 potr\u00e0 riposare gli occhi, alla rincorsa di suggestioni ed empatie montanti sul ricordare, pi\u00f9 che sul riscontrare, la sperduta bellezza domestica della carne gaudenziana, i suoi colori, le barbe morbide o quegli occhi vispi e quelle fronti corrucciate che non si dimenticheranno facilmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\">Davide Dall\u2019Ombra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il Rinascimento di Gaudenzio Ferrari<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Varallo | Vercelli | Novara<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">24 marzo &#8211; 1 luglio 2018<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">fino al 16 settembre a Varallo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">gaudenzioferrari.it<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Mostra-Gaudenzio_Recensione_DallOmbra.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1676 size-large\" title=\"gaudenzio\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio-704x1024.png\" alt=\"\" width=\"704\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio-704x1024.png 704w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio-206x300.png 206w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio-768x1118.png 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio-1055x1536.png 1055w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/gaudenzio.png 1322w\" sizes=\"(max-width: 704px) 100vw, 704px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIo voglio che la gente capisca l\u2019operazione, al di l\u00e0 che la intenda come un\u2019opera d\u2019arte o no, questo a me non interessa\u00bb. 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