{"id":1801,"date":"2018-09-09T20:24:25","date_gmt":"2018-09-09T19:24:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1801"},"modified":"2026-08-28T13:51:58","modified_gmt":"2026-08-28T11:51:58","slug":"balthus-alla-beyeler-di-basilea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1801","title":{"rendered":"Balthus alla Beyeler di Basilea"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSto preparando una nuova tela. Una tela piuttosto feroce. \u00c8 una scena erotica, ma che beninteso non ha nulla di divertente: non \u00e8 una di quelle piccole infamie che ci si mostra clandestinamente dandosi colpetti di gomito. No, io voglio declamare alla luce del sole con sincerit\u00e0 e partecipazione tutta la tragedia e l\u2019emozione di un dramma della carne, proclamare a gran voce le incrollabili leggi dell\u2019istinto. Morte agli ipocriti! Come vedi, mi espongo con decisione agli insulti che certo verranno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nel 1934 e Balthasar Klossowski de Rola detto Balthus \u00e8 al lavoro per dare alla luce uno dei quadri pi\u00f9 scandalosi del Novecento: <em>La Le\u00e7on de guitare<\/em>. Il soggetto \u00e8 una donna intenta a punire una ragazzina nuda posta sulle sue gambe, con una mano pericolosamente vicina al suo pube glabro e l\u2019altra impegnata a strattonare una ciocca di capelli della punita che, a sua volta, stremata dal contorcersi, si \u00e8 aggrappata al vestito dell\u2019insegnante, facendone fuoriuscire un seno dal capezzolo voluttuosamente turgido. Il fatto che l\u2019opera non sia esposta alla mostra inaugurata da pochi giorni alla Fondazione Beyeler di Basilea (fino al 1 gennaio) \u00e8 perfettamente in linea con la sua travagliata storia, che la vuole tra le pi\u00f9 note, eppur meno viste, tra le tele di Balthus. Del resto, non solo, quasi fosse l\u2019<em>Amor Vincit Omnia <\/em>di Caravaggio in casa Giustiniani, alla sua prima esposizione nella galleria di Pierre Matisse, uno dei pi\u00f9 importanti mercanti del Novecento, figlio di Henry e primo gallerista di Balthus, il dipinto venne collocato in una stanza separata e semichiusa da una tenda. Quando lo stesso Pierre, nel 1978, don\u00f2 il dipinto al MoMa di New York, venne restituito al mittente dopo quattro anni, per le continue proteste e polemiche che suscitava. Nella penuria delle dichiarazioni sulla propria opera di un artista proverbialmente refrattario alle interviste, questo passaggio di una lettera ad Antoinette de Watteville, colei che sarebbe diventata la sua prima moglie, d\u00e0 una chiave di lettura non solo al dipinto, l\u2019unico per il quale Balthus non neg\u00f2 il carattere erotico, ma all\u2019intera opera dell\u2019artista, allora ventiseienne, colto nei primi anni della sua produzione di bambine ritratte in pose \u2013 quando non esplicitamente in nudit\u00e0 \u2013 spesso conturbanti fino a far mancare il fiato. Passeggiando in mostra, disorientati nel diapason tra l\u2019eroticit\u00e0 indicibile e una bellezza formale capace di incantare, troviamo in queste parole uno spazio interpretativo d\u2019appoggio: dietro l\u2019apparente quiete di un\u2019anima sospesa, Balthus si ammette obbligato alla raffigurazione di \u201ctutta la tragedia e l\u2019emozione di un dramma della carne\u201d, nonch\u00e9 prono alla resa personale \u2013 e sociale \u2013 di fronte alle \u201cincrollabili leggi dell\u2019istinto\u201d. Si tratta di un momento di sincerit\u00e0, in verbo e pictura, che lo stesso Balthus volle del resto far immediatamente sprofondare nel retropalco, impedendo l\u2019esposizione e la riproduzione dell\u2019opera fino alla sua morte, nel 2001, quando <em>La lezione di chitarra<\/em> riapparve, per la seconda e ultima volta, nella retrospettiva commemorativa a Palazzo Grassi. Del resto, chiude il cerchio interpretativo del dipinto un disegno del maestro eseguito ben quindici anni dopo (1949), con il quale diede volto esplicito a un\u2019immedesimazione che non era difficile immaginare, raffigurandosi al posto della maestra sculacciante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quasi vent\u2019anni dalla sua morte, appare doveroso permettersi la sincerit\u00e0 che lo stesso Balthus si era negato. Non possiamo eludere l\u2019alveo pruriginoso della sua pittura, negandolo o tralasciandone la portata d\u2019inquietudine e fascino. Incorreremmo necessariamente nei vizi di una pruderie polverosamente d\u2019antan a non fare i conti con la pulsione erotica, e pedofila, che ha alimentato cos\u00ec potentemente l\u2019urgenza creativa dell\u2019artista, traducendosi in un pi\u00f9 o meno esplicito soggetto di rappresentazione che, a quanto sembra, si dimostr\u00f2 comunque insufficiente a sublimarne, e scongiurarne, la pratica personale. La Beyeler, del resto, non cade nella trappola di chi pensa di aggirare il tema e affronta di petto anche le recenti polemiche, esponendo una stupefacente terna di dipinti, culminante in quella <em>Th\u00e9r\u00e8se r\u00eavant<\/em> del Metropolitan di New York (1938). Meno di un anno fa, era stata oggetto di una, fortunatamente inascoltata, petizione pubblica di grande successo, che ne richiedeva la rimozione. A Basilea si invita il pubblico a dire la propria su un tema centrale come la libert\u00e0 dell\u2019artista e i suoi limiti, promuovendo una \u201cBalthus Discuss\u201d in una bacheca predisposta in mostra, sui social della Fondazione e lanciando un apposito forum online, in vista di una tavola rotonda (7 novembre). Una calibrata strategia comunicativa del museo, certo, ma la domanda che suscita rimane uno dei punti di maggior interesse e attualit\u00e0 dell\u2019opera balthusiana. Non si tratta di eludere gli interrogativi sulla qualit\u00e0 e modernit\u00e0 del suo arcaismo, ostentato in faccia alle avanguardie mentre il mondo (non solo della pittura) si stava sfasciando e trasformando intorno a lui. La domanda sulla necessit\u00e0 dell\u2019arte, su cosa siamo disposti ad accettare da un artista perch\u00e9 funzionale all\u2019opera e alla comprensione di ci\u00f2 che ne innerva la forza, ci ributta necessariamente a considerare con maggior attenzione l\u2019opera stessa, a valutarne la qualit\u00e0, nel tentativo di stabilire in che misura, per cos\u00ec dire, il fine abbia giustificato i mezzi. La mostra a Basilea, con le sue quaranta opere, permette certamente una verifica esaustiva, mostrando l\u2019intera parabola del pittore con veri capolavori. In uno dei pi\u00f9 celebri dipinti dell\u2019artista,<em> La Rue<\/em> del MoMA (1933), l\u2019ozioso camminare di una sparuta umanit\u00e0 assortita in una traversa parigina e la formalit\u00e0 geometrica di movimenti e masse che fa pensare alla pittura parietale egizia o alla scultura sumera, nasconde i veri protagonisti della scena, posti all\u2019estrema sinistra. \u00c8 la rappresentazione di un tentato stupro, sebbene, in seguito a una correzione autografa del dipinto, voluta dal collezionista che lo acquist\u00f2, la mano dell\u2019aggressore che si insinuava tra le gambe della sventurata sia stata chiusa e spostata fuori dal precipizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la caratura erotica di Balthus, il premere della pulsione della carne, che si fa pulsione della vita, emerge nella sua potenza non quando viene marginalizzata, ma quando appare imbrigliata dalle forme e lontana dalla sua citazione letterale. Talvolta si appoggia alla metafora sessuale che struttura la composizione, come nella ragazzina che offre una precisa visione del proprio corpo al garzone impegnato a trafficare nel camino, invitandolo ad accendere ben altro fuoco (<em>Les Beaux Journ<\/em>, 1944-\u201946). Ma se un giudizio sulla grandezza della sua pittura si vorr\u00e0 trarre, dovr\u00e0 cercarsi in mostra nella sua capacit\u00e0, o meno, di sublimare la materia. Una carica materica ben pi\u00f9 pregnante e parlante di quanto si possa pensare, soprattutto in dipinti formalmente inseriti in rigide strutture compositive, fatte di proporzioni classiche e reminiscenze di Piero della Francesca e Masaccio, pittori, come \u00e8 noto, amati, studiati e copiati in giovent\u00f9. \u00c8 quando Balthus, superato il vertice figurativo della sua pittura degli anni Quaranta, cerca la rarefazione nella pennellata, quando la materia sembra esplodere in un pulviscolo di ori e argenti, rimanendo in superficie e facendosi grumosa e tattile fino alla provocazione, che l\u2019artista tenta veramente il salto della modernit\u00e0. Accade in opere come <em>Le R\u00eave II<\/em> (1956-\u201957). Le ragazzine crescono d\u2019et\u00e0 e forma, mentre le vesti ampie le imbustano all\u2019unisono. \u00c8 a questo punto che sembra lecito recuperare i compagni e maestri del secolo. Matisse chiama a s\u00e9 le tappezzerie e i tappeti, persino il mobilio, Picasso i corpi solidi del riposo e una fanciulla fa scintillare le particelle dorate della pittura, irrompendo nella scena da destra come in una <em>Guernica<\/em> caduta in pace. Perch\u00e9 \u00e8 inevitabile che, al di l\u00e0 dei soggetti, oltre le perversioni o purit\u00e0 evocate, ci\u00f2 che potr\u00e0 decretare la modernit\u00e0 dell\u2019artista sar\u00e0 solo la sua riuscita nel tentativo di far erigere la materia stessa, di aver indirizzato questa carica erotica e vitale sotto la crosta del pigmento. Del resto, solo cos\u00ec la pittura \u00e8 stata capace di sopravvivere al Novecento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Balthus-Beyeler-DallOmbra-Alias.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in formato .pdf<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth.png\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1803 size-large\" title=\"balth\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth-707x1024.png\" alt=\"\" width=\"707\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth-707x1024.png 707w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth-207x300.png 207w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth-768x1113.png 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth-1060x1536.png 1060w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/balth.png 1278w\" sizes=\"(max-width: 707px) 100vw, 707px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSto preparando una nuova tela. 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