{"id":1892,"date":"2019-12-21T15:25:53","date_gmt":"2019-12-21T14:25:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=1892"},"modified":"2026-08-28T12:20:06","modified_gmt":"2026-08-28T10:20:06","slug":"per-te","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=1892","title":{"rendered":"PER TE"},"content":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 le parole sono importanti\u201d diceva un celebre Nanni Moretti in <em>Palombella Rossa<\/em> trent\u2019anni fa. Nell\u2019opera di Matteo Attruia \u2013 arista italiano, di Pordenone, classe 1973 \u2013 le parole sono praticamente tutto. Non \u00e8 il primo, naturalmente, e la tradizione sul crinale tra arte concettuale e minimal ci ha abituati all\u2019uso poetico di questo straordinario strumento espressivo che \u00e8 la sola parola scritta, meglio se restituita in un\u2019opera attraverso segni asciutti che nulla aggiungono alla semplice successione di lettere. Attruia spesso fa crescere questo mezzo espressivo, grazie a scritte al neon, cartelli, o supporti diversi, perfino meccanici, che sfruttano la tridimensionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma qui siamo alla sua opera fondativa, verrebbe da dire, e non perch\u00e9 semplicemente posta all\u2019origine del suo percorso, ma proprio perch\u00e9 alla base delle opere di ogni giorno, punto di arrivo e d\u2019inizio.<\/p>\n<p>A volte le parole cadono sul foglio con il loro peso eterno, come perle o pietre preziose: oggi qui. Altre volte, come in questo caso, sfrutta l\u2019assonanza con frasi fatte e, con un piccolo intervento, muta gli scenari in positivo, dalle stelle alle stelle, o in negativo, IO <del>SO<\/del>NO. I rari frangenti di impegno, v<span style=\"text-decoration: line-through;\">u<\/span>oto a perdere, lasciano subito spazio allo struggimento di un rapporto, cui cedere, <del>LOT<\/del>TIAMO, da lasciare andare, PERDO TE<del>MPO<\/del>, o che si \u00e8 spezzato: UNA STORIA <del>V<\/del>ERA; NON CI FOSSI <del>BISOGNEREBBE INVENTARTI<\/del>; <del>SENZA<\/del> FINE.<\/p>\n<p>\u00c8 una frase scritta con il pennarello su un foglio di carta. Punto. E se l\u2019abbiamo scelta come immagine di questo Natale \u00e8 perch\u00e9 crediamo che, mai come ora, ci sia bisogno di silenzio, di ricavarci, a forza, uno spazio bianco in cui dare il giusto peso alle parole, un monito, naturalmente, anche per chi di noi scrive. Un modo per goderci il mistero di ci\u00f2 che sta per accadere. E non semplicemente perch\u00e9 <em>Verbum caro factum est<\/em>, verbo, parola, appunto. Ma perch\u00e9 a volte abbiamo bisogno di farci cullare dalla tenerezza di una <em>Madonna con il bambino<\/em> di Giovanni Bellini, e, altre volte, possiamo trarre ancor pi\u00f9 giovamento, dal sussurro, deciso e decisivo, di un\u2019opera che non \u00e8 una <em>Nativit\u00e0<\/em>, ma, parlando di una cosa semplice e quotidiana, anela a una verit\u00e0 universale che ce ne riporta alla mente il fatto. Del resto, il Natale ha la pretesa di dirti che PER TE Dio si \u00e8 fatto uomo e che quel Bambino \u00e8 Dio. Pi\u00f9 ALTRO di cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p>Con l\u2019aggiunta di un semplice accento, questa frase si apre a piani di lettura pressoch\u00e9 infiniti. \u00c8 lo slancio totale di uno che ti dice: \u201cper te questo e altro\u201d, cio\u00e8 ti do tutto. Facendolo, prende il tuo QUESTO, la realt\u00e0 in cui sei messo, quello che ti tocca vivere \u2013 compreso te stesso \u2013 e lo fa diventare ALTRO. PER TE QUESTO E ALTRO, ma soprattutto: PER TE QUESTO \u00c9 ALTRO. Perch\u00e9, oggi pi\u00f9 che mai, abbiamo bisogno di qualcuno che nel nostro QUESTO veda qualcosa che noi, da soli, non vediamo.\u00a0 \u00c8 il nostro augurio per questo Natale: che ci\u00f2 che ognuno di noi \u00e8 chiamato a vivere rimanga QUESTO ma sia, nel contempo, anche ALTRO, qualcosa che supera la piccola contingenza del vivere, dandogli respiro, senza necessariamente cambiarla. L\u2019augurio, insomma, che quel per possa essere anche causale, ossia un \u201cgrazie a te\u201d. GRAZIE A TE\u00a0QUESTO \u00c9 ALTRO. Ogni giorno. Per sempre.<\/p>\n<p>Davide Dall&#8217;Ombra<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_Osservatore_Magazine-n_51-2019-12-21.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p>Matteo Attruia, <em>Per te<\/em>, pennarello su carta bamboo hahnem\u00fchle, cm 40 x 30, 2019. Courtesy Galleria Massimodeluca, Venezia; photo \u00a9 Giovanni De Roia.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-1893\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-683x1024.jpg 683w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-200x300.jpg 200w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-768x1152.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/4_NATALE-2019.jpg 1706w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 le parole sono importanti\u201d diceva un celebre Nanni Moretti in Palombella Rossa trent\u2019anni fa. 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