{"id":2000,"date":"2021-04-03T16:18:23","date_gmt":"2021-04-03T15:18:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=2000"},"modified":"2026-08-28T11:59:03","modified_gmt":"2026-08-28T09:59:03","slug":"loro-nella-ferita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=2000","title":{"rendered":"L&#8217;oro nella ferita"},"content":{"rendered":"<p>In questo Sabato Santo ci fermiamo consapevoli e arresi di fronte a una ferita che sa di sofferenza e redenzione, se non di speranza. Si tratta di uno dei celebri \u201csacchi\u201d realizzati negli anni Cinquanta dall\u2019artista umbro Alberto Burri (19151995).<br \/>\nL\u2019autore \u00e8 sempre stato refrattario ad esplicitare il significato dei \u201csacchi\u201d, certamente legati alla sua terra \u2013 al saio francescano, per intenderci \u2013, realizzati con il tessuto di juta usato per le derrate alimentari, talvolta proprio quelle distribuite dagli Alleati alla fine della Guerra.<br \/>\nE chiss\u00e0 quanto ha contato per lui la loro funzione: contenere cibo, cibo di vita, cibo per il popolo\u2026<\/p>\n<p>La centralit\u00e0 di questo squarcio e l\u2019aggiunta del pigmento rosso costruiscono l\u2019immagine di una profonda ferita, che emerge potente da un contrasto. I lembi tesi del tessuto, ordinati e regolari mentre s\u2019inzuppano di luce, tentano di sopire ogni tensione, chiudendo questa ferita. Ma la presenza ineliminabile di essa dichiara l\u2019incapacit\u00e0 di questi lacerti, sfilacciati e intrisi di rosso, di rimarginarla, foss\u2019anche dopo centinaia di sguardi, perplessi o commossi che siano.<\/p>\n<p>Se quest\u2019opera ci sembra oggi l\u2019immagine pi\u00f9 appropriata per la seconda Pasqua di pandemia \u00e8 perch\u00e9 l\u2019impossibilit\u00e0 di saturare questa ferita, di farla rimarginare \u2013 Burri era stato medico di guerra, fatto prigioniero in Texas \u2013 \u00e8, non solo l\u2019immagine di una sconfitta con cui fare i conti, ma la possibilit\u00e0 di preservare un luogo di transito percorribile, ineliminabile.<br \/>\nLucio Fontana, con i suoi \u201ctagli\u201d, sarebbe arrivato di l\u00ec a poco a raccogliere l\u2019eredit\u00e0 di un\u2019opera come questa, portando le sue Attese alla sintesi formale di un\u2019apertura verso un altro e un altrove che, a bene guardare, connota gi\u00e0 l\u2019opera di Burri. Un\u2019opera che preferiamo oggi all\u2019inesorabile pulizia spaziale di Fontana, o all\u2019eredit\u00e0 che ne ha raccolto \u2013 caricandone, o precisandone, il senso \u2013 Anish Kapoor con la sua <em>Guarigione di San Tommaso<\/em> (1990).<\/p>\n<p>Sono mesi in cui la vita \u00e8 inesorabilmente mediata da questo schermo lucido e luminoso, impegnato nella remissione di ogni screzio di materia, di ogni attrito generativo, nell\u2019annullamento delle sofferenze che ci rafforzavano un tempo\u2026 Oggi, questa ferita che non si rimargina, con tutto l\u2019impegno ordinativo delle nostre trame e dei nostri orditi, \u00e8 lo spazio che possiamo concedere alla ricchezza di quello che ci attende. Tanto che, a riempirci di silenzio giunge la scoperta nascosta nella didascalia di quest\u2019opera. Il titolo, come la tecnica, denuncia la presenza, nientemeno che di una foglia d\u2019oro, posta proprio dentro la ferita, visibile al suo margine inferiore, mentre si accende appena sotto il pigmento rosso della nostra sofferenza. Un punto di luce tenace, intento ad aprirci la porta di una speranza.<\/p>\n<p>Davide Dall&#8217;Ombra<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/pag_01_buona_pasqua_1_osservatore_14_2021-04-03_BOZZA3.pdf\">[Scarica l&#8217;articolo in formato PDF]<\/a><\/p>\n<p><strong>Didascalia<\/strong>: Alberto Burri, Sacco e Oro, 1956, sacco di iuta, filo, plastica, acrilico, vinavil, foglia d\u2019oro su cellotex, 52,5 x 39,5 cm \u00a9Fondazione Palazzo Albizzini, Collezione Burri, Citt\u00e0 di Castello, Italia; Photo Alessandro Sarteanesi.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-2149 size-large alignleft\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Alberto-Burri-Sacco-e-Oro-1956.-Fondazione-Palazzo-Albizzini-Collezione-Burri-Citta-di-Castello-753x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Alberto-Burri-Sacco-e-Oro-1956.-Fondazione-Palazzo-Albizzini-Collezione-Burri-Citta-di-Castello-753x1024.jpeg 753w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Alberto-Burri-Sacco-e-Oro-1956.-Fondazione-Palazzo-Albizzini-Collezione-Burri-Citta-di-Castello-221x300.jpeg 221w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Alberto-Burri-Sacco-e-Oro-1956.-Fondazione-Palazzo-Albizzini-Collezione-Burri-Citta-di-Castello-768x1045.jpeg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/Alberto-Burri-Sacco-e-Oro-1956.-Fondazione-Palazzo-Albizzini-Collezione-Burri-Citta-di-Castello.jpeg 941w\" sizes=\"(max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo Sabato Santo ci fermiamo consapevoli e arresi di fronte a una ferita che sa di sofferenza e redenzione, se non di speranza. 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