{"id":275,"date":"2006-04-01T00:00:08","date_gmt":"2006-03-31T23:00:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=275"},"modified":"2026-08-31T19:39:54","modified_gmt":"2026-08-31T17:39:54","slug":"banca-arte-7","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=275","title":{"rendered":"Banca &#038; Arte in Svizzera 7. Banca del Gottardo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u00abCi differenziamo\u00bb \u00e8 questo il motto della Banca del Gottardo. Una necessit\u00e0 apparentemente comune ad ogni banca ma che, quando si guarda all\u2019impegno in campo artistico dell\u2019Istituto, non potrebbe essere pi\u00f9 azzeccato. Una differenza culturale che emerge non solo nella raffinata raccolta di artisti e fotografi contemporanei svizzeri collezionati, o in una delle pi\u00f9 belle sedi bancarie del mondo, progettata da Mario Botta nel 1988. La Banca del Gottardo \u00e8 l\u2019unica svizzera (e credo non solo) a poter vantare una propria galleria d\u2019arte, con attivit\u00e0 espositiva di livello internazionale,\u00a0frutto di collaborazioni consolidate con la Peggy Guggenheim di Venezia e importanti musei europei. L\u2019attivit\u00e0 della Galleria Gottardo \u00e8 ormai una realt\u00e0 espositiva nota ben oltre i confini ticinesi, con una cinquantina di mostre al suo attivo e molte collaborazioni significative. Ha saputo infatti inserirsi con discrezione e decisione nel panorama espositivo svizzero, spiazzando sempre i propri visitatori, a partire dai temi trattati. Indimenticabili alcune mostre di arte etnica, come quella eschimese o sugli indiani d\u2019America, che hanno portato all\u2019attenzione del pubblico reperti eccezionali restaurati per l\u2019occasione. Da non trascurare, la capacit\u00e0 di valorizzare l\u2019opera dell\u2019uomo in quanto tale, che si esprime nei manufatti di tutti i giorni ma anche nel gioco: sorprendenti due mostre come quella sugli scacchi e sul Gioco dell\u2019Oca: un\u2019esposizione capace di rompere ogni confine tra realt\u00e0 e rappresentazione, visto che era allestita come un\u2019enorme percorso di gioco e il catalogo si trasformava in uno strumento da portarsi a casa per cimentarsi in quest\u2019attivit\u00e0 ludica. In una proposta espositiva continuamente capace di stupire, una sorta di filo rosso \u00e8 retto dall\u2019amore per la fotografia contemporanea, nato in tempi non sospetti e in anticipo su moltissime istituzioni pubbliche. Da sottolineare anche l\u2019impegno dimostrato nell\u2019allestimento, nei cataloghi e nei manifesti, sempre diversi tra loro e sorvegliati in ogni dettaglio. Una cura che ha sorpreso e invogliato le realt\u00e0 museali e i collezionisti incontrati. Una base finanziaria alle spalle, certo, ma unita a grande libert\u00e0 d\u2019intervento, progettualit\u00e0 e intelligente voglia di fare. Non c\u2019\u00e8 dubbio, la scommessa la stanno vincendo: si differenziano. Eccome!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La mostra in corso. Le visioni di Silvio Wolf<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra aperta fino al 6 maggio nella Galleria Gottardo \u00e8 senz\u2019altro un viaggio suggestivo. Ad andare in scena \u00e8 l\u2019opera di Silvio Wolf che presenta quattro sezioni locate in altrettanti spazi della galleria. Ad accogliere lo spettatore nell\u2019atrio \u00e8 la \u201cFormazione\u201d: grandi fotografie ottenute con l\u2019esposizione incontrollabile e poetica della pellicola alla luce, da cui nascono grandi campiture cromatiche, in continua fusione tra loro, con un chiaro omaggio a Rothko, reso con ardore controllato e discrezione della memoria. \u201cSoglie\u201d, \u00e8 una sezione posta allo snodo tra i due bracci della galleria e presenta luoghi di mezzo, come la bellissima Abside, immagine della Chiesa di San Giovanni Battista a Mogno, in cui la bicromia di Botta viene stravolta da un negativo che esalta la vita del materiale. Ma il vero cuore della mostra \u00e8 la rappresentazione, attraverso alcune immagini e un video, del Tesoro della Banca Gottardo. Nelle grandi fotografie esposte nell\u2019ala destra e, ancor pi\u00f9, nel video a cui \u00e8 interamente riservata quella sinistra, va in scena lo spazio cardine dell\u2019Istituto: costruito 18 metri sotto terra, conserva le cassette di sicurezza della Banca. Torna la bicromia di Botta, acciaio satinato e lucido, che d\u00e0 vita a una sorta di astronave atemporale e mistica allo stesso tempo. Un luogo del silenzio che impressiona anche il visitatore pi\u00f9 distratto e che nel video di Wolf viene interpretato e sventrato in tutte le possibili contraddizioni di pieni e vuoti, attese e corse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fotografia svizzera. Tutto cominci\u00f2 da Robert Frank<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia della Galleria s\u2019integra perfettamente con la collezione dell\u2019Istituto che, divisa in quattro sezioni, rappresenta un aspetto di unicit\u00e0 nella tradizione collezionistica delle banche. Decisivo, come sempre nella vita, un rapporto d\u2019amicizia: quello tra il grande fotografo svizzero Robert Frank e Fernando Garzoni, l\u2019allora Presidente del Consiglio d\u2019Amministrazione della Banca, anch\u2019egli fotografo. Da questo connubio nacque la prima mostra della Galleria, dedicata appunto a Frank, ma soprattutto una pratica collezionistica incentrata sulla fotografia svizzera e avviata alla fine degli anni \u201970, quando questo genere di raccolta era tutt\u2019altro che di moda. Arricchita negli anni con acquisti intelligenti, per non dire veggenti, la collezione \u00e8 veramente unica e di grandissimo valore. Da Frank a Ren\u00e8 Burri (nella foto), da Daniel Schwartz a Beatrice Helg fino alle recenti e bellissime opere di Jean-Pascal Imsand, le foto collezionate sono pi\u00f9 di 200 e gli artisti pi\u00f9 di 60. Anche qui, come in tutta la collezione, all\u2019insegna della libert\u00e0 assoluta di temi e mezzi: dal figurativo all\u2019astratto, dal bianco e nero al colore, dalle tecniche tradizionali alle elaborazioni digitali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il San Gottardo. Nome, Luogo e Identit\u00e0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La peculiarit\u00e0 della Banca \u00e8 insita nel suo nome: il Gottardo, sia esso inteso come monte, passo, galleria, passaggio o confine. Tutti i significati di unione e distinzione che ha questa cerniera dell\u2019Europa caratterizzano il Ticino e si condensano in questo punto. Lo stesso stile della Banca e le sue scelte collezionistiche respirano questo cortocircuito tra Mediterraneo e mondo centroeuropeo che, come tutti i cortocircuiti, \u00e8 foriero di novit\u00e0 e creativit\u00e0. Non stupisce quindi che l\u2019Istituto abbia deciso di festeggiare i suoi 40 anni (1997), dedicando le quattro mostre annuali della Galleria al San Gottardo, esponendo foto storiche, nella prima, e commissionando a 18 fotografi nuove immagini che ritraessero lo stesso Gottardo, intorno ai concetti cardine di Cuore, Arteria e Cervello. Le 170 fotografie e i video realizzati entrarono tutti nella collezione della Banca, creando un nuovo straordinario nucleo della sua raccolta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Giovane arte svizzera \u201960-\u201990. Sperimentare nella qualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Moltissimi gli artisti collezionati: nomi che, con il passare degli anni, stanno confermando la grande capacit\u00e0 intuitiva delle acquisizioni fatte. Impossibile scegliere tra i tanti, il panorama \u00e8 veramente completo e suggestivo. Il catalogo che ne illustra le opere segna infatti una sorta di compendio dell\u2019arte svizzera di un trentennio: una sorta di atlante da usare come timone per ogni considerazione sul tema. Colpisce tra tutti un\u2019opera di Magrit J\u00e4ggli (nella foto). L\u2019artista dipinge con smaccato realismo, montando le proprie opere dietro un vetro specchiato, che attornia l\u2019immagine dipinta. L\u2019effetto \u00e8 una relazione con lo spettatore inaspettata, in cui il modello rivive tra il fruitore dell\u2019opera; in questo caso per\u00f2 i piani intersecati sono molteplici e il titolo illumina: &#8220;Immagine riflessa. I signori Hanhart e von Castelberg valutano l\u2019acquisto di quest\u2019opera&#8221;. Pu\u00f2 sembrare un gioco, ma nel 1974 un\u2019opera come questa s\u2019inseriva nelle sperimentazioni sulla visione, sulla frattura degli spazi e andava al cuore della stessa collezione bancaria, fissando per sempre nella stessa raccolta le immagini di due personaggi chiave: von Castelberg, allora Vice-Presidente e cofondatore della banca, grande esperto d\u2019arte e presidente (1957-1987) della Kunsthaus di Zurigo, e Rudolf Hanhart, per molti anni alla guida del Kunstmuseum di San Gallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verso una collezione Italia. Un modello da esportare<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta dell\u2019ultimo progetto della Banca. Se le altre tre collezioni possono dirsi concluse e fissate in altrettanti bellissimi cataloghi, l\u2019apertura a sperimentazioni in territorio italiano \u00e8 un\u2019opera in pieno svolgimento. Il metodo \u00e8 semplice ma innovativo, guarda caso. Dal 2001 presso la sede di Bergamo l\u2019Istituo decide di investire sulla giovane arte proveniente dal Ticino e dalla provincia di Bergamo, scelta da due curatori: il pittore Nando Snozzi per la Svizzera e Mario Cresci, gi\u00e0 direttore dell\u2019Accademia Carrara, per l\u2019Italia. Tutti gli anni vengono esposti cinque artisti Ticinesi e cinque Bergamaschi, ognuno rappresentato da cinque opere che rimangono esposte tutto l\u2019anno. All\u2019inizio dell\u2019anno successivo la Banca acquista un\u2019opera per ogni artista, destinata alle sedi italiane di Milano, Torino, Treviso e Roma. La Banca, che ha sempre saputo investire nel futuro, non ha fretta e il progetto si concluder\u00e0 solo nel 2011, quando verr\u00e0 pubblicato un catalogo della \u201cCollezione Arte Gottardo Italia\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/04\/18_BA7_Gottardo.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-264 size-large\" title=\"18_BA7_Gottardo copia\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-684x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"684\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-684x1024.jpg 684w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-200x300.jpg 200w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-768x1150.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-1026x1536.jpg 1026w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia-1368x2048.jpg 1368w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/18_BA7_Gottardo-copia.jpg 1710w\" sizes=\"(max-width: 684px) 100vw, 684px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abCi differenziamo\u00bb \u00e8 questo il motto della Banca del Gottardo. 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