{"id":286,"date":"2006-01-14T00:00:40","date_gmt":"2006-01-13T23:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=286"},"modified":"2026-08-31T19:42:21","modified_gmt":"2026-08-31T17:42:21","slug":"banca-e-arte-in-svizzera-uninchiesta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=286","title":{"rendered":"Banca &#038; Arte in Svizzera 1. Un&#8217;inchiesta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Arte e banche: investire sulla bellezza ecco le coordinate di un rapporto di successo<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-align: justify;\">Banche e arte: da sostenitori a consumatori. Non \u00e8 una novit\u00e0 che le banche, detentrici dei pi\u00f9 ingenti capitali del mondo, giochino un ruolo fondamentale nella promozione e conservazione delle opere d\u2019arte. Basti pensare non solo ai tanti restauri e musei da loro sostenuti, ma alle famose strenne natalizie: importanti volumi regalati ai propri clienti e alle biblioteche, spesso molto pi\u00f9 significativi delle mostre e dei relativi cataloghi.\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il mecenatismo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le motivazioni dell\u2019impegno delle banche sono chiare: la pubblicit\u00e0 \u00e8 l\u2019anima del commercio e una banca ha le stesse necessit\u00e0 di ogni altra azienda. Sostenere il restauro di un\u2019opera d\u2019arte o edificio, finanziare la pubblicazione di un volume o l\u2019allestimento di una mostra d\u00e0 un\u2019immagine di ricchezza illuminata che fa bene all\u2019istituto e fa bene alla cultura. Ben vengano quindi sostegni all\u2019arte in qualsiasi sua espressione. Se poi le iniziative, specialmente espositive, non sono degne di tale impegno economico, i restauri sostenuti non sono i pi\u00f9 urgenti o le pubblicazioni mal curate, non sar\u00e0 colpa ascrivibile alla banca mal consigliata. Negli ultimi anni per\u00f2 il ruolo delle banche si sta giocando in una trama di relazioni e interessi pi\u00f9 complessa, fitta di variabili e possibilit\u00e0, che dal mecenatismo, le ha portate al collezionismo come forma d\u2019investimento e primo passo verso la promozione di un proprio status e impegno nel settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Arte come investimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la crisi delle borse mondiali nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, molti investitori si sono trovati a non sapere in quali \u201cbeni rifugio\u201d impegnare i propri soldi. Al sempre presente collezionismo, pi\u00f9 o meno colto, pi\u00f9 o meno impegnativo, si \u00e8 affiancata la pratica del quadro acquistato per investimento, non sempre in linea con il \u201cquadro da divano\u201d gi\u00e0 imposto dall\u2019Interior designer. Non solo nel \u201cCorriere Economia\u201d, inserto di riferimento per il\u00a0settore, ma su qualsiasi rivista economica, non manca mai un articolo sulle prossime Aste o sulle quotazioni raggiunte dalle opere gi\u00e0 esitate. Una tendenza, quella dell\u2019investimento artistico, che ha fruttato grandi guadagni e in cui la Svizzera gioca un ruolo da protagonista, tanto da spingere la rivista \u201cTicino Management\u201d a dedicare al tema un lungo servizio d\u2019apertura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong> Dal collezionismo all\u2019Art Banking<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo nuovo sistema le banche non sono state certo a guardare: hanno acquistato opere per la propria collezione, spesso distribuite negli uffici e se, a quanto ci risulta, non si \u00e8 ancora arrivati al \u201cquadro da sportello\u201d, alcuni istituti, in occasione della ristrutturazione o costruzione delle proprie sedi, hanno ingaggiato famosi architetti. L\u2019ultima frontiera infranta \u00e8 quella tra arte ambientale e investimento artistico, che ha portato alcune banche a trasformare la propria sede in opera d\u2019arte, grazie ad appositi interventi di alcuni artisti contemporanei, che vi hanno istallato proprie opere un po\u2019 ovunque. Nel frattempo, il semplice consiglio ai propri clienti a imitarli, investendo i propri soldi in opere d\u2019arte, si \u00e8 strutturato in uno dei settori pi\u00f9 promettenti del Private Banking: molte banche hanno saputo creare appositi programmi d\u2019investimento a tema artistico, e alcune veri e propri uffici di Art Banking che forniscono servizi di Art Advisor: consulenze a 360\u00b0 che accompagnano l\u2019investitore dall\u2019acquisto alla vendita, passando per stima, assicurazione, eventuale prestito dell\u2019opera alle mostre e gestione dell\u2019intera collezione, in termini patrimoniali ed ereditari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verso l\u2019arte contemporanea come strategia economica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuove prospettive sul rapporto tra arte e banche sembrano arrivare dalla vicina Milano e dal Gruppo Unicredit, tra gli istituti pi\u00f9 importanti d\u2019Europa. Nato dalla fusione di molte banche italiane attive nell\u2019acquisizione di opere d\u2019arte, Unicredit \u00e8 attualmente proprietario di un\u2019importantissima collezione di dipinti dal XV secolo ai giorni nostri. Grazie all\u2019interesse personale dell\u2019amministratore delegato Alessandro Profumo (Cfr. intervista su \u201cIl Giornale dell\u2019arte\u201d dello scorso dicembre) Unicredit dimostra una particolare attenzione all\u2019arte contemporanea, con programmi di investimento a lungo termine, finalizzati alla creazione di un nuovo stile, a partire dai propri dipendenti. Ci\u00f2 che rende singolare infatti l\u2019approccio dell\u2019Istituto all\u2019arte \u00e8 averne intuito il valore \u201cprofetico\u201d oltre che distintivo. L\u2019artista dovrebbe interpretare in modo pi\u00f9 profondo l\u2019epoca in cui vive, cogliendo, prima degli altri, i mutamenti del gusto: guardare all\u2019arte diventa allora strategico per una banca o un\u2019azienda, che deve saper cogliere il \u201cgusto\u201d dei propri clienti. Ma non solo. Un \u201cgusto\u201d, o \u201cstile\u201d, proprio sar\u00e0 sempre di pi\u00f9 ci\u00f2 che far\u00e0 la differenza nell\u2019economia europea, ormai deindustrializzata e sempre meno legata alla produzione\u00a0materiale. Saper sviluppare uno stile italiano o europeo diventa prioritario e l\u2019arte gioca in questo un ruolo decisivo. Semplificando si potrebbe dire: cosa avremo noi in pi\u00f9 dei cinesi fra dieci anni? Non certo i prodotti, che gi\u00e0 fabbricano loro per noi, non pi\u00f9 le tecnologie che, con un milione di ingegneri all\u2019anno, presto si procureranno in proprio. Il gusto, il nostro stile, che solo la nostra arte e tradizione ci permettono di avere, potrebbe essere la nostra carta vincente e l\u2019arte potrebbe passare da cenerentola degli investimenti a bene primario per l\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E il Ticino: le ragioni di un\u2019inchiesta<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il quadro qui brevemente tracciato vale pi\u00f9 o meno indistintamente in tutta Europa, ma che succede in Ticino, terra di una tradizione bancaria e di una produzione artistica illustri? Abbiamo cercato di scoprirlo con un\u2019inchiesta che, a partire dalla settimana prossima, verr\u00e0 pubblicata in una serie di puntate monografiche. Al termine tracceremo conclusioni e considerazioni, non tacendo delle aspettative che il mondo dell\u2019arte ha verso le Banche ticinesi, determinanti per lo sviluppo della cultura artistica non solo del Cantone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/09_BA1_Intro.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-312\" title=\"09_BA1_Intro copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-932x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"791\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-932x1024.jpg 932w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-273x300.jpg 273w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-768x844.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-1398x1536.jpg 1398w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2006\/03\/09_BA1_Intro-copia-1864x2048.jpg 1864w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arte e banche: investire sulla bellezza ecco le coordinate di un rapporto di successo Banche e arte: da sostenitori a consumatori. 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