{"id":328,"date":"2010-11-20T00:00:18","date_gmt":"2010-11-19T23:00:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=328"},"modified":"2026-08-31T19:10:42","modified_gmt":"2026-08-31T17:10:42","slug":"rinascimento-ticinese-3-la-presentazione-a-due-mani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=328","title":{"rendered":"Rinascimento ticinese. 3 La mano a Bergognone"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il dipinto qui presentato venne probabilmente realizzato per la Certosa di Pavia, dove si trovava certamente nel Seicento, e costituiva lo scomparto centrale di un trittico insieme a due tavole laterali, raffiguranti le <em>Sante Maddalena e Marta<\/em>, ora al museo veronese di Castelvecchio, e le <em>Sante\u00a0 Apollonia e Agnese<\/em>, conservate in un\u2019altra collezione privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le tre tavole, originariamente dipinte a figura intera, vennero decurtate della parte bassa alla fine del Settecento e, qualche decennio dopo, presero strade tra loro diverse. Al termine della mostra, l\u2019opera presentata a Rancate torner\u00e0 nella riservatezza delle anonime mura parmensi che la ospitano, forse sopra un com\u00f2 nell\u2019intimit\u00e0 di una camera da\u00a0letto o, chiss\u00e0, in bella mostra all\u2019ingresso, sopra a un fratino fine Sette\u2026 Ci\u00f2 che conta \u00e8 che la <em>Presentazione al Tempio<\/em>, quando ritorner\u00e0 a Parma, non sar\u00e0 pi\u00f9 la stessa. Partita come opera di Giovanni Agostino da Lodi, vi torner\u00e0 come eseguita a due mani, iniziata e in gran parte realizzata dal pittore lodigiano ma terminata da Bergognone, il pittore protagonista alla Certosa. Questo avvicendamento \u00e8 del resto il motivo per cui l\u2019opera, di per s\u00e9 non legata alle \u201cterre ticinesi\u201d, \u00e8 esposta in mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto \u00e8 cominciato quando un\u2019allieva di Giovanni Agosti, Silvia Valle Parri, si rende conto che il <em>Polittico del Collegio Papio di Ascona<\/em> firmato da Giovanni Antonio de Lagaia era eseguito a due mani. Identificata dai curatori della mostra la seconda mano con quella di Giovanni Agostino da Lodi, vengono alla mente altre opere eseguite a due mani da Giovanni Agostino: questa <em>Presentazione al Tempio<\/em>, ma anche due tavole ora a Brera e provenienti da un imponente polittico per Santa Maria della Pace. Sembra un vizio il suo\u2026 E intorno al polittico di Ascona e alla sua data, 1519, inizia a prender corpo un\u2019ipotesi critica: il pittore sarebbe morto poco prima di quell\u2019anno, la\u00a0sciando interrotte queste tre committenze, terminate da pittori attivi nei rispettivi cantieri: il De Legaia ad Ascona, Bergognone a Pavia e Marco d\u2019Oggiono a Milano. Al visitatore la possibilit\u00e0 di verificare quest\u2019ipotesi, cogliendo in questa <em>Presentazione al Tempio<\/em> come i tratti dolci, pallidi e soffusi dei profili femminili appena incipriati si affianchino alla pennellata scolpita dei volti un po\u2019 pi\u00f9 caldi e arrossati di Giuseppe e Simeone. Il quadro che si troveranno davanti \u00e8, in ogni caso, una vera armonia e il Bambino, che tenta di arretrare verso la Madre, \u00e8 vegliato da una sorta di pianoforte di facce, tasti simili ma diversi, chiamati a suonare la nota della propria umanit\u00e0; la pace certa di Giuseppe, segnata appena da un volto un po\u2019 incavato, \u00e8 posta accanto a una Vergine con piccola ruga sulla palpebra insonne e un mento appena pronunciato; dettagli che si notano solo perch\u00e8 posti a fianco della perfezione tutta riposo della comparsa di porcellana alla sua sinistra. Al centro, lo sguardo sconsolato di chi deve rassegnarsi al diradarsi dei propri capelli, tenerli un po\u2019 pi\u00f9 lunghi per nasconderlo non serve: \u201cfinir\u00f2 come Simeone\u201d, sembra pensare tra s\u00e9. A destra\u00a0una di quelle figure che non volevano neanche venire: convocato di forza, il ragazzo imbronciato guarda il Bambino, sar\u00e0 un presagio o \u00e8 solo perso nei propri pensieri, di certo, fosse per lui, sparirebbe nell\u2019ombra.<\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2010\/11\/72_Rinascimento_3_R3.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-249 size-large\" title=\"72_Rinascimento_3_R3 copia\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-1024x861.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"673\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-1024x861.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-300x252.jpg 300w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-768x646.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-1536x1291.jpg 1536w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/72_Rinascimento_3_R3-copia-2048x1722.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il dipinto qui presentato venne probabilmente realizzato per la Certosa di Pavia, dove si trovava certamente nel Seicento, e costituiva lo scomparto centrale di un trittico insieme a due tavole laterali, raffiguranti le Sante Maddalena e Marta, ora al museo veronese di Castelvecchio, e le Sante\u00a0 Apollonia e Agnese, conservate in un\u2019altra collezione privata. 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