{"id":458,"date":"2008-01-29T00:00:40","date_gmt":"2008-01-28T23:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=458"},"modified":"2026-08-31T19:30:24","modified_gmt":"2026-08-31T17:30:24","slug":"458","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=458","title":{"rendered":"Il restauro di Sant&#8217;Alessandro a Lasnigo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una bellissima Chiesetta romanica, arroccata su una splendida collinetta, di lato al piccolo cimitero del paese, con un importante campanile, ricca al suo interno di affreschi, tra i quali un\u2019importante <em>Crocifissione<\/em>. Per raggiungerla, ecco un percorso di cappellette, che come scaglie piantate sulla schiena di un dinosauro, accompagnano ciondolanti il cammino di coloro che si attardano sulla salita alla chiesa, fino al portone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un piccolo gioiello piantato l\u00ec tra i prati e le montagne del comasco, che sovrastano il lago. Il paese \u00e8 Lasnigo e a noi non pu\u00f2 che ricordare la terra delle molte filande, il paese dei Paracchi, il paese della mamma di Giovanni Testori, nel quale potersi rifugiare per fuggire alle calure estive. D\u00e0 una certa serenit\u00e0, lo ammettiamo, che una storia tanto lontana, come quella che evocano nelle nostre menti un paese e una chiesa come questi, fatta di tradizioni care e amate in un paese, si ritrovino ad essere salvate e rinfrancate dalla modernit\u00e0, in un intervento come quello che qui segnaliamo. Non solo ci troviamo di fronte ad un restauro dovutamente tecnologico, che diventa un laboratorio per tanti giovani della Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, non solo un progetto pilota sostenuto, oltre che dalle indispensabili realt\u00e0 locali, dalla Chiesa e dalla Fondazione Cariplo, da un progetto tra Italia e Svizzera, l\u2019Interreg, che ci auguriamo possa portare ancora moltissimi frutti. Il punto \u00e8 che tutta questa trama di rapporti di contributi e fatiche, si \u00e8 saputa stringere intorno alla chiesetta di Sant\u2019Alessandro, in tre anni d\u2019umilt\u00e0 e dedizione. Esattamente come ce lo racconta il libro realizzato per l\u2019occasione, <em>Celeste oro colato<\/em>, dove trovare, tutte le informazioni necessarie sulla chiesa e i suoi restauri, ma anche sulla poesia che un evento come questo comporta. Perch\u00e9 la cura che Amad\u00f2 ha voluto mettere nel realizzarlo, rispecchia perfettamente lo spirito di un progetto come questo, capace di intervenire sulla nostra storia, non solo nel tentativo di salvarla, ma di eternarla. L\u2019eternit\u00e0 degli affetti, ancor prima che dell\u2019arte o, tanto meno, dei restauri&#8230; \u00c8 cos\u00ec che anche un viraggio di colore dovuto al tempo, e di per s\u00e9 considerabile una disgrazia, \u00e8 accettato e valorizzato quasi fosse un perpetuarsi eterno dell\u2019azione del pittore. Ecco la parola, accettazione. Si pu\u00f2 amare il tempo pur cercando di fermarne gli effetti. Lo si capisce guardando queste due foto della chiesa: prima e dopo il restauro. Una d\u2019inverno e l\u2019altra in primavera&#8230; oltre ad un albero dai nuovi germogli o alle colline rinverdite, spettacolo evidentemente immutato da secoli, la differenza tra le due immagini si nota appena. Sta tutta l\u00ec, tra le pietre delle mura, ripulite come fossero intervenute le infinite mani delle lavandaie del paese&#8230; Ma per il resto&#8230; sembrerebbe cambiar poco o nulla. Eppure \u00e8 cambiato tutto. Quel monumento bellissimo durer\u00e0 per molti anni ancora per raccontare le sue storie, la sua vita. \u00c8 per questo che abbiamo voluto riprodurre alcune delle pi\u00f9 belle immagini di questo libro, nelle quali vengono accostati dettagli degli affreschi ai dettagli della vita di paese: le ceste intrecciate, il legname tagliato, i tetti di pietra&#8230; Da questi accostamenti si capisce quanto l\u2019arte nasca dalla vita e la vita riceva un respiro infinito dall\u2019arte. Qualcuno potr\u00e0 pensare che si tratti una storia per romantici, abbarbicati alla nostalgia dei piccoli luoghi di un tempo&#8230; ma \u00e8 proprio Testori, con un semplice e drammatico episodio, pur nella coscienza di speranza dichiarata subito, a farci capire quanta grandezza sia celata nella piccolezza: \u00abCredo che il passaggio attraverso l\u2019inferno, ossia attraverso la negazione in atto del rapporto con Dio, sia una cosa tremenda, che non pu\u00f2 non far paura, anche se, poi, Cristo ci tirer\u00e0 su tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 un\u2019immagine, un ricordo, che conservo in me, e che si lega sempre a questi pensieri. Qualche anno fa, al paese di mia madre, Lasnigo, i miei nonni furono tolti dalla tomba, perch\u00e9 i nipoti avevano voluto costruire, nel cimitero, una cappelletta di famiglia. Doveva esserci, dunque, un trasferimento. Credo che fosse aprile, perch\u00e9 ricordo il colore verde giovane, intenso, dei prati. Ero l\u00ec con i cugini, figli della sorella di mia madre, per assistere alla rimozione. Ora, la bara di mia nonna era ancora intatta, mentre quella di mio nonno era stata un po\u2019 schiacciata dal peso della bara di sopra. Allora, una volta tirati su, la bara fu scoperchiata e io, per un istante, vidi mio nonno. Aveva un vestito scuro. Poi il becchino tir\u00f2 su i calzoni, e mi accorsi che, dentro, non c\u2019era niente pi\u00f9 che un po\u2019 di cenere. Ma sotto il vestito c\u2019era l\u2019erba \u2013 non so se hai presente l\u2019erba quando cresce sotto un sasso. Oppure quella che, almeno quando ero piccolo io, si seminava all\u2019inizio della quaresima, in certi piattini, e aveva un colore bianco-giallognolo. Ecco, per un istante vidi che l\u2019erba aveva la forma di mio nonno! L\u2019istante successivo non c\u2019era gi\u00e0 pi\u00f9 niente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco: per me l\u2019inferno sar\u00e0 una cosa cos\u00ec\u00bb. Perch\u00e9 gli episodi della vita di ognuno, a chi \u00e8 disposto a guardarli, danno lezioni che sono per sempre e per tutti. Uno pu\u00f2 arrivare ad intuire una cosa inimmaginabile come l\u2019inferno, di fianco ad una piccola chiesa di paese, oggi restituita al suo popolo e a tutti coloro che, scendendo dall\u2019indimenticabile mangiata di polenta concia alla Madonnina di Barni, si dirigeranno verso casa, nella melanconia della domenica pomeriggio, un po\u2019 satolli, un po\u2019 paghi e un po\u2019 irrequieti, come questa valle, come queste mura, come questa gente&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00abcome trovarsi dentro Cristo\u00bb<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasnigo era il paese della mamma dello scrittore Giovanni Testori, punto di partenza per le gite in Valbrona, dove scopr\u00ec il suo primo dipinto di Morazzone, o per salir su fino a Barni, dove ambientare un capitolo di un romanzo incompiuto: La Maria di Barni. Ma \u00e8 alla stessa Lasnigo e in particolare alla chiesa di Sant\u2019Alessandro e al suo cimitero, che sono legati i suoi primi ricordi. Cos\u00ec scrive in un catalogo del nipote pittore, Giovanni Frangi, ricordando la nonna Giovanna: \u00abRammento quando si spense. Era un\u2019estiva, bellica notte lass\u00f9, in quel di Lasnigo. Di fianco il Lambretto, affluente al Lambro, se ne scendeva, sotto le trapunte stelle. S\u2019alzava, dietro la casa e l\u2019annessa filanda, scoscesa e petrosa, la parete di Crezzo. Aveva, ella, il tuo nome; che, ancor prima, era passato da lei su di me; in me. La \u201creggiora\u201d; cos\u00ec, in famiglia, in paese e in valle, s\u2019era soliti nomarla. E tale resta. Nell\u2019eterno. Della pace. L\u00e0, nel cimitero. Accanto alla chiesa di S. Lissandro\u00bb. Ma nella stessa Chiesa di Sant\u2019Alessandro, ecco l\u2019esperienza pi\u00f9 importante: \u00abEra una croce di legno, nuda. C\u2019erano solo le assi, dentro una piccola cappella vicino alla chiesa di Sant\u2019Alessandro. Il corpo di Cristo non c\u2019era. Il ricordo che ho va a una breve salita, con i gradini di pietra che portavano alla chiesetta romanica, con le cappelline ai lati, nella quale si trovavano gli affreschi della Via Crucis, smangiati dal salnitro. Pi\u00f9 che immagini mi tornano in mente come ombre ed effettivamente lo erano. Vi andavo su spesso anche da solo, di pomeriggio. Se la chiesa era chiusa, guardavo attraverso una piccola finestra, con la grata arrugginita e vedevo la Crocifissione, sulla grande abside. La cosa straordinaria, per me, era che il pittore, dietro le mura di Gerusalemme, aveva affrescato una valletta, con degli anfratti di roccia, che si vedevano da Sormano. Per me era come trovarsi dentro Cristo, nelle stesse valli in cui vivevo\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2008\/01\/37_Lasnigo1.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-423 size-large\" title=\"37_Lasnigo copia\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-735x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"735\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-735x1024.jpg 735w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-215x300.jpg 215w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-768x1070.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-1102x1536.jpg 1102w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia-1470x2048.jpg 1470w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/37_Lasnigo-copia.jpg 1837w\" sizes=\"(max-width: 735px) 100vw, 735px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una bellissima Chiesetta romanica, arroccata su una splendida collinetta, di lato al piccolo cimitero del paese, con un importante campanile, ricca al suo interno di affreschi, tra i quali un\u2019importante Crocifissione. 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