{"id":469,"date":"2007-10-27T00:00:40","date_gmt":"2007-10-26T23:00:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=469"},"modified":"2026-08-31T19:32:03","modified_gmt":"2026-08-31T17:32:03","slug":"vittorio-sgarbi-e-la-pittura-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=469","title":{"rendered":"Vittorio Sgarbi e la Pittura italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo slogan con il quale \u00e8 stata promossa questa mostra era senz\u2019altro accattivante: \u201cQuello che alla Biennale non vedrete\u201d, ossia la pittura italiana: da parecchi anni messa ai margini nelle grandi esposizioni collettive, non solo italiane, da installazioni, videoarte e happening. Una sorta di presentazione dell\u2019\u201caltra arte\u201d, a questa contrapponibile e contrapposta, che meriterebbe una pari attenzione di pubblico, critica e mercato. Il tema non \u00e8 certo nuovo e la vera o presunta crisi della pittura di fronte ad altri linguaggi espressivi, \u00e8 argomento di dibattiti sempre pi\u00f9 salottieri che interessanti. Se, alla fine degli anni Settanta, non mancavano i profeti della morte della pittura, la realt\u00e0 dimostr\u00f2 presto che non sarebbe mai morta, cos\u00ec come la tv non avrebbe ucciso la carta stampata e internet non avrebbe fatto chiudere l\u2019industria del libro. La banale considerazione che la maggior parte dei collezionisti ha una casa con delle pareti e che, non potendo riempirle di plasma, avr\u00e0 sempre bisogno di quadri per arredarla, basta d\u2019altronde a chiudere l\u2019ozioso dibattito.Il tema interessante \u00e8 semmai un altro. La pittura \u00e8 ancora un linguaggio moderno, rispetto all\u2019innegabile potenza espressiva degli altri mezzi? Io credo che la risposta sia s\u00ec, e che dimostrarlo con una mostra sia un\u2019impresa difficilissima, possibile solo al termine di grandi studi, tentativi, infiniti ripensamenti, qualche follia e una molto, molto oculata selezione. La scelta della mostra a Palazzo Reale \u00e8 stata un\u2019altra. Come spesso avviene per il vulcanico Sgarbi, il tentativo \u00e8 interessante ma l\u2019esito debole. La vastit\u00e0 del tema affrontato avrebbe concentrato l\u2019attenzione di qualsiasi curatore sulle mille possibili scelte esclusive o inclusive. Sgarbi dichiara apertamente di non aver voluto selezionare con criteri di fortuna o notoriet\u00e0 dell\u2019artista e si dimostra oltremodo bulimico: in mostra approdano pi\u00f9 di duecento artisti, rappresentati da un\u2019unica opera. La stessa disposizione dei dipinti, pur seguendo il sacrosanto ordine cronologico di una suddivisione per decenni, d\u00e0 l\u2019idea di una corsa all\u2019accaparramento delle pareti libere, come se gli artisti, scattati allo sparo della pistola, avessero sgomitato per l\u2019ultimo centimetro libero. L\u2019effetto \u00e8 quello di stordire lo spettatore che, spaesato, cercher\u00e0 per rassicurarsi qualche nome che gi\u00e0 conosce, lasciandosi difficilmente colpire da qualche opera e annoiare dalla maggior parte. Sappiamo bene che l\u2019istrionico Sgarbi, come tutti i creativi, ha bisogno di un curatore tradizionale, che ne declini le idee in un concerto coerente e curato nel dettaglio e certamente la morte improvvisa del curatore Maurizio Sciaccaluga, a pochi giorni dall\u2019inaugurazione, ha avuto il suo peso. A noi nostalgici delle mostre in cui le opere vengono scelte con cura ad una ad una per il significato che hanno e per il raccordo con quelle che le precedono e seguono, a noi che crediamo che ogni sala della mostra debba essere curata nelle visioni complessive che crea e negli squarci che apre nella memoria e visione, a noi che crediamo che una mostra sia un gesto artistico e non una fiera d\u2019arte contemporanea, a noi che questa stessa pittura amiamo e difendiamo&#8230; diciamolo, spiace un po\u2019 per l\u2019occasione mancata, l\u2019ennesima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una visita, comunque, la consigliamo a giovani e attempati; varr\u00e0 senz\u2019altro la pena di farla, perch\u00e9 il campiona\u00a0rio \u00e8 ricco, non mancano i pezzi straordinari, ci sono tutti i giovani pittori emergenti, molti grandi classici e qualche nome a sorpresa. Un buon atlante visivo per ripartire con le ricerche. Imperdibile anche il catalogo: non essendoci corrispondenza tra le opere esposte in mostra e quelle riprodotte, potrete portarvi a casa un\u2019altra mostra, la mostra che non c\u2019era: e ditemi se non \u00e8 vera avanguardia questa?!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u201cArte italiana 1968-2007. Pittura\u201d, Milano, Palazzo Reale, fino all\u201911 novembre. Catalogo Skira.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2007\/10\/34_PitturaItaliana.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/34_PitturaItaliana-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-420\" title=\"34_PitturaItaliana copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/34_PitturaItaliana-copia-711x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"711\" height=\"1024\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo slogan con il quale \u00e8 stata promossa questa mostra era senz\u2019altro accattivante: \u201cQuello che alla Biennale non vedrete\u201d, ossia la pittura italiana: da parecchi anni messa ai margini nelle grandi esposizioni collettive, non solo italiane, da installazioni, videoarte e happening. 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