{"id":472,"date":"2007-10-20T00:00:47","date_gmt":"2007-10-19T23:00:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=472"},"modified":"2026-08-31T19:32:31","modified_gmt":"2026-08-31T17:32:31","slug":"camillo-procaccini-a-rancate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=472","title":{"rendered":"Camillo Procaccini a Rancate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un bolognese a Milano; per cominciare. Il protagonista \u00e8 Camillo Procaccini (1561-1629), pittore nato a Bologna e trasferitosi a Milano nel 1587, dove mor\u00ec a 68 anni, dopo aver trovato la massima fama e fortuna. Da non confondere con l\u2019estroso fratello Giulio Cesare, Camillo fu l\u2019artefice dell\u2019affermazione della pittura tridentina nel territorio, promossa dai due Borromeo. Moltissime le pale d\u2019altare uscite dalla sua bottega e altrettante quelle che diffusero in tutta la Lombardia e il Canton Ticino i suoi moduli compositivi. Uno stile rassicurante e pacificato, fatto di pale facilmente intelleggibili, dallo stile aggraziato ma sobrio che spopolarono da nord a sud.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta della produzione pi\u00f9 nota e quantitativamente predominante di Camillo, che ne copre quasi tutta l\u2019attivit\u00e0 dal 1600 in avanti, e, anche per i sempre pi\u00f9 massicci interventi della bottega, caratterizzata da una certa stanchezza e ripetitivit\u00e0. Ma la sapiente regia della mostra decide di raccontare l\u2019altro Procaccini, accennando alla sua formazione bolognese e soffermandosi su quei quindici anni tra il suo arrivo a Milano e l\u2019inizio della produzione \u201cseriale\u201d del nuovo secolo. \u00c8 il periodo di massima sperimentazione dell\u2019artista, in cui Camillo rivela tutta la sua capacit\u00e0 inventiva sulle opere di grande formato, ma anche nelle piccole tele e nelle fortunatissime incisioni. La mostra gioca sull\u2019alternanza tra grandi pale d\u2019altare, molte delle quali restaurate ad hoc, e bellissimi disegni: non solo fogli preparatori ai dipinti, ma opere finite per raffinati collezionisti, nei quali Camillo pot\u00e9 mettere alla prova la propria abilit\u00e0 fisiognomica. Ad accogliere il visitatore \u00e8 posta una preziosa tela del periodo bolognese: <em>La creazione di Eva<\/em>, bozzetto preparatorio per il grande dipinto realizzato nella Chiesa di San Prospero a Bologna. \u00c8 solo il primo dei molti inediti presentati e introduce alla sala del pian terreno, dominata dalle tre grandi tele del ciclo sulla Santa Croce, provenienti dall\u2019omonima chiesa di Riva SanVitale ed eseguite all\u2019inizio degli anni \u201990. La miccia innescata dal bozzetto, cos\u00ec palpitante di vita e natura, esplode, appena voltato l\u2019angolo, nel trionfo delle grandi tele di Riva: tra i maggiori esiti della capacit\u00e0 compositiva appresa a Bologna. Nel patos di Sant\u2019Agostino, atterrito dalla visione della Croce, nell\u2019energia circense del cavallo impennato che cerca l\u2019attenzione del visitatore, o nel passaggio disincantato della comparse militari sul fondo, Procaccini si dimostra capace di traghettare il Manierismo di fine Cinquecento verso le mani tese\u00a0del Barocco di l\u00e0 da venire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ballatoio che si affaccia sulla sala, permette di ammirare le grandi pale sulla parete e, nel contempo, di esporre in un ambiente raccolto le opere di piccolo formato e grande preziosit\u00e0 che fanno da snodo conoscitivo al salone del terzo piano. \u00c8 qui uno dei pi\u00f9 importanti meriti della mostra, che dimostra quanto un confronto puntuale tra le opere dell\u2019artista che si vuole illustrare e i suoi circonvicini illumini, in modo\u00a0altrimenti impossibile, il pittore stesso. Ricordiamo per esempio, sulle stesse pareti, i confronti indimenticabili tra le teste femminili di Discepoli e Cairo; ora \u00e8 la volta del paragone ravvicinato tra le bellissime incisioni di Procaccini e due straordinari oli su rame di Cerano. Il susseguirsi delle <em>Sacre Famiglie<\/em> e <em>Fughe in Egitto<\/em> dei due artisti rendono palpabile il debito compositivo di Cerano verso il pi\u00f9 anziano Procaccini e l\u2019inesorabile balzo in avanti\u00a0veridico e sintetico del giovane Cerano verso Camillo. Una sala che racconta, come meglio non si potrebbe, un\u2019infinit\u00e0 d\u2019aspetti della storia dell\u2019arte: dall\u2019importanza della diffusione delle stampe, alla variet\u00e0 dei modelli e delle tecniche, fino al passaggio tutto lombardo tra manierismo e naturalismo&#8230; Una sala che, artefice la fragranza commovente delle opere in punta di pennello del Cerano, certamente terremo a mente come le cose pi\u00f9 care.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Saliti al terzo piano, la grande sala rende giustizia a Procaccini, mostrando il meglio ma suggerendone con onest\u00e0 anche i limiti. Dalle pale d\u2019altare del primo periodo bolognese, fino alla grande produzione milanese, il visitatore potr\u00e0 comprendere la capacit\u00e0 scenografica dell\u2019artista, gustare la potenza degli incredibili disegni e la fortuna di un tema come il <em>San Giorgio e il drago<\/em>, del quale sono riunite in mostra moltissime della varianti autografe. L\u2019intenditore si potr\u00e0 fermare a ragionare sui moltissimi quadri ripuliti per l\u2019occasione e, per questo, cogliere meglio i rapporti di debito e credito. Nel <em>Martirio di Sant\u2019Agnese<\/em> eseguito per il Duomo di Milano e oggi in collezione Borromeo, solo per fare un esempio, l\u2019incredibile esplosione cromatica della brace e delle fiamme non potr\u00e0 non far tornare alla mente gli analoghi dettagli della pala di Cerano in San Vittore aVarese, commentando la quale, non si potr\u00e0 pi\u00f9 fare solo il nome di Giulio Cesare. Tra i bellissimi inediti, infine, una parola meritano il sensuale<em> Sacrificio di Isacco,<\/em> da poco approdato alla pinacoteca diVarallo e l\u2019<em>Ecce homo<\/em> in collezione Koelliker, che ebbi modo di vedere in casa del collezionista appena arrivato e coperto da uno strato di sporco che non avrebbe fatto sospettare il trionfo cromatico oggi apprezzabile. \u00c8 proprio con lo snodo tra quest\u2019opera del 1590 circa, una <em>Flagellazione<\/em> di circa trent\u2019anni dopo e l\u2019intermedia <em>Flagellazione di Cerano<\/em> del 1600 circa, che si chiude la mostra. \u00c8 qui che si buttano gi\u00f9 tutte e carte della lunga e straordinaria partita giocata: la freschezza del giovane bolognese che guarda con un occhio a Passarotti, con l\u2019altro a Barocci e Tibaldi, senza paura di sperimentare, si confronta impietosamente con lo spegnimento d\u2019ogni energia innovativa in una confusa opera tarda, probabilmente solo di bottega&#8230; insieme, si affacciano all\u2019inarrestabile forza del Cerano: altri ritmi, altre spregiudicatezze per un pittore che ha ormai preso in mano il testimone e, liberata la scena, si mostra capace di sfarinare i colori, declinandoli in una grandiosit\u00e0 luccicante e livida che parla di vita.<\/p>\n<p>Con un intervento di Maria Foletti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-419\" title=\"33_Procaccini copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-747x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"986\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-747x1024.jpg 747w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-219x300.jpg 219w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-768x1052.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-1121x1536.jpg 1121w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia-1495x2048.jpg 1495w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/33_Procaccini-copia.jpg 1868w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un bolognese a Milano; per cominciare. 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