{"id":513,"date":"2007-01-05T00:00:20","date_gmt":"2007-01-04T23:00:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=513"},"modified":"2026-08-31T19:34:56","modified_gmt":"2026-08-31T17:34:56","slug":"tamara-de-lempicka-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=513","title":{"rendered":"Tamara De Lempicka a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Quello che luccica in Tamara de Lempicka. Il nome della pittrice, in mostra a Palazzo Reale di Milano in questi giorni, \u00e8 un po\u2019 difficile da pronunciare e forse anche da ricordare, esattamente l\u2019opposto dei suoi quadri, che molti dei lettori avranno riconosciuto come qualcosa di noto, gi\u00e0 visto. Eh s\u00ec, la grandezza della De Lempicka \u00e8 stata proprio quella di trovare non solo un proprio stile facilmente riconoscibile, ma di dipingere tele talmente \u201cfashion\u201d, \u201cglamour\u201d, alla moda insomma, da rimanere ben in mente a chi le incontra, spesso prima che in mostra, in una campagna pubblicitaria, sulla copertina di un romanzo o attraverso citazioni, pi\u00f9 o meno esplicite, del cinema e della moda dei nostri giorni. I quadri di Tamara hanno stravinto in \u201criproducibilit\u00e0\u201d perch\u00e9 vivono di un gusto intramontabile: quello di una bella vita di gran classe, che da \u201cultima moda\u201d passa subito a \u201cvintage\u201d, ossia da recuperare a piene mani perch\u00e9 garanzia di \u201ccool\u201d, come il tubino nero della Hepburn, o come Coco Chanel, quella dei tailleur e del profumo N\u00b0 5: garanzia di classe. Indiscutibile. Punto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad affollare i quadri della De Lempicka sono bellissime donne dalla forte personalit\u00e0 e ancor pi\u00f9 grande carica erotica, espressione\u00a0di passioni senza freno n\u00e9 pudori di genere, cresciute a grandi feste, belle macchine e vestiti\u2026 Dipinti saturati da abiti monocromi, luci algide, superfici metalliche e consistenze volumetriche sode ma tesissime. Il fiore, emblematico e pi\u00f9 rappresentato, non pu\u00f2 che essere la calla bianca: allungatasi anch\u2019essa fino all\u2019inverosimile per spegnersi nella carnosit\u00e0 trattenuta di un bianco che non ha mai creduto alla purezza. Un mondo, quello raccontato e saccheggiato in questi quadri, che \u00e8 un tutt\u2019uno con la vita della pittrice polacca, cresciuta a San Pietroburgo e peregrinata per una vita tra l\u2019Europa e l\u2019America, acclamata e strapagata dall\u2019\u201cupper class\u201d che conta, bella anche lei come Greta Garbo, icona del proprio tempo, eroina del Dec\u00f2, amante dell\u2019arte italiana e amica di D\u2019Annunzio, contessa dagli amori burrascosi e discussi, molte case e altrettante stanze d\u2019albergo, paladina della modernit\u00e0, di tutto ci\u00f2 che rappresenta il nuovo. Tamara trova insomma una sorprendente corrispondenza con le cinque parole chiave che ancor oggi la casa di moda Chanel usa per definire la propria fondatrice e l\u2019attuale linea creativa: audace, perfezionista, unica, passionale e visionaria, nel senso di precorritrice dei tempi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La retrospettiva che Milano le dedica \u00e8 un\u2019occasione da non perdere per comprendere la complessit\u00e0 e importanza del fenomeno Tamara, in un bellissimo allestimento che, saggiamente, gioca sul personaggio con gigantografie di celebri ritratti fotografici. Non mancano le opere pi\u00f9 importanti tra gli anni \u201920 e \u201930, precedute dalla ricostruzione della prima personale dell\u2019artista, allestita proprio a Milano nel 1925, alla galleria del Conte Emanuele Castelbarco, del quale viene tratteggiata la personalit\u00e0, e rappresentati i legami con l\u2019arte italiana di quegli anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorprende una fase poco nota della pittrice ancora da indagare: mentre il suo mondo cominciava ad incrinarsi, alla met\u00e0 degli anni Trenta, Tamara trov\u00f2 conforto in una fede spesso derisa dalla critica, perch\u00e8 creduta non autentica. Risalgono a quegli anni <em>La Vierge bleue<\/em>, qualche immagine di Santa e un quadro a cui tenne moltissimo tutta la vita: il primissimo piano de <em>La M\u00e8re sup\u00e9rieure<\/em>, una monaca che l\u2019accolse per qualche tempo in un convento vicino a Parma, qui ritratta in lacrime perch\u00e9, come ricordava l\u2019artista, le sembrava capace di\u00a0portare sul volto la tristezza di tutto il mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ultima fase della sua produzione, esito di un periodo di crisi depressiva, la qualit\u00e0 delle opere \u00e8 veramente bassissima, la bellezza vacua e perversa che attrae nei suoi celebri quadri si \u00e8 persa, un iperrealismo stanco d\u00e0 vita a nature morte e volti allucinati, su tutto domina un sentore di polvere, polvere fino al soffocamento\u2026 Una tristezza che sembra trascinare nel baratro tutti gli splendori del passato: dalla forza erculea delle sue eroine, alla speranza incrollabile nelle \u201cmagnifiche sorti\u201d. Una fine penitenziale in cui leggere una dura lezione, infertaci dalla curatrice Gioia Mori, certamente una delle pi\u00f9 importanti studiose dell\u2019artista, pi\u00f9 per dovere di cronaca che per sadismo, e che alla stessa Mori, complice un\u2019affezionata e partecipe tenerezza, fa apparire Tamara come un Petit Prince, protagonista del suo pianeta mondano tutto sommato per brevi anni e destinato, in un mondo in crisi alle soglie della guerra, a inabissarsi nella propria malinconia. Tornando allora alle tele del suo periodo d\u2019oro, ci chiediamo se sia questo il pi\u00f9 nascosto eppur vero testamento della de Lempicka: una malinconia sempre presente nelle sue opere che ci avverte, dal di dentro dell\u2019immagine imperitura dell\u2019apparire, che l\u2019incompiutezza della vita \u00e8 pi\u00f9 reale di ogni immagine di felicit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-414\" title=\"28_TamaraDL copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-748x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"985\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-748x1024.jpg 748w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-219x300.jpg 219w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-768x1051.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-1123x1536.jpg 1123w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia-1497x2048.jpg 1497w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/28_TamaraDL-copia.jpg 1871w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quello che luccica in Tamara de Lempicka. 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