{"id":588,"date":"2005-10-08T00:00:28","date_gmt":"2005-10-07T23:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=588"},"modified":"2026-08-31T19:44:42","modified_gmt":"2026-08-31T17:44:42","slug":"ernesto-treccani-di-vetro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=588","title":{"rendered":"Ernesto Treccani di vetro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVorrei che un giorno si potesse dire del mio lavoro: era in un tempo che andava verso la felicit\u00e0 malgrado le nubi e i flagelli. Di questo aveva coscienza, eppure ha dipinto un giardino splendente\u201d. In questa frase c\u2019\u00e8 tutta la grandezza e il limite dell\u2019opera di Treccani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fiori e colori, alternativa ai flagelli?\u00a0Le vetrate di Ernesto Treccani nell\u2019Aula Magna dell\u2019USI.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abVorrei che un giorno si potesse dire del mio lavoro: era in un tempo che andava verso la felicit\u00e0 malgrado le nubi e i flagelli. Di questo aveva coscienza, eppure ha dipinto un giardino splendente\u00bb. In questa frase c\u2019\u00e8 tutta la grandezza e il limite dell\u2019opera di Treccani. La grandezza di aver centrato il cuore del problema nella pittura della realt\u00e0: la possibilit\u00e0 di esprimere il proprio inesauribile desiderio di felicit\u00e0. Ma anche il limite di chi, cercando la via a quella felicit\u00e0, fugge da nubi e flagelli, tentando di tener lontana dalla pittura la coscienza della drammaticit\u00e0 del reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma dal realismo alla fuga dalla realt\u00e0. \u00c8 una resa immediatamente visibile nelle sue opere, indipendente dai soggetti affrontati, siano essi \u201cimpegnati\u201d o meno, perch\u00e9 nei <em>Fiori<\/em> o nelle <em>Siepi<\/em> di Treccani non troviamo quel dramma della vita e della morte che, al contrario, ci fanno sembrare amabili e insopportabili i <em>Fiori<\/em> o i <em>Paesaggi<\/em> di Ennio Morlotti. \u00c8 da questa fuga che si generano le cadute di stile che segnano la sua carriera: l\u2019ideologia senza poesia di alcuni quadri degli anni Settanta e i lavori seriali degli anni Ottanta e Novanta, frutto delle troppe concessioni al \u201cvendibile\u201d. Due limiti che ritroviamo anche nella carriera di un grande come Renato Guttuso, il quale, non a caso, aveva teorizzato di voler cercare la verit\u00e0 \u00abnel mare della fantasia e dell\u2019immaginazione\u00bb, ma il quale poteva contare su un\u2019abilit\u00e0 straordinaria e fulminante, sempre capace di sfociare in un capolavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tener presente questi presupposti, credo possa aiutare a comprendere ci\u00f2 che si trover\u00e0 davanti il visitatore che, sceso nell\u2019Aula Magna dell\u2019Universit\u00e0 di Lugano, potr\u00e0 ammirare le sei coppie di vetrate, eseguite un anno fa da Treccani, su commissione dell\u2019italiano Gestore del Mercato Elettrico e dedicate al tema dell\u2019Energia. Un soggetto arduo da restituire in immagine, per il quale il pittore decide di impiegare il mezzo della vetrata, al fine di poter contare sulla matericit\u00e0, sulle trasparenze, sulla luce, allo stato puro o filtrata. Per realizzarle, l\u2019ottantacinquenne Treccani non si \u00e8 limitato ad eseguire un bozzetto preparatorio, da far trasporre ad altri in vetrata, ha passato mesi in laboratorio per comporla personalmente. Nella ricerca dell\u2019artista di un suo \u201cgiardino splendente\u201d l\u2019arrivo al vetro colorato, che stava sperimentando da qualche anno, ci sembra comprensibilissimo, lineare, e la leggerezza compositiva dell\u2019immagine prodotta \u00e8 indubbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la vita? Dove batte il cuore della vita, condizione necessaria per superare la soglia del buon artigianato? La vita \u00e8 tenuta fuori dalla porta e lo si vede dal fatto che si \u00e8 perso l\u2019oggetto raffigurato, visto che, a parte qualche differenza di colore, la vetrata dedicata all\u2019Energia nucleare \u00e8 formalmente identica a quella sul tema dell\u2019Acqua. Non sarebbe rispettoso nei suoi confronti, giustificare la mediocrit\u00e0 delle vetrate, troppo simile a quelle brutte bomboniere-posacenere che speri si rompano al pi\u00f9 presto, con l\u2019et\u00e0 del pittore. Anche perch\u00e9, sfogliando il bel catalogo, l\u2019immagine di un Treccani riverso a distribuire i pezzi colorati che, fondendosi, avrebbero dato vita alle opere, non pu\u00f2 non farci venire in mente le struggenti fotografie che ritraggono un vecchio Matisse, ormai sulla sedia a rotelle, costretto a disegnare con un carboncino in punta di bastone, i cartoni per le vetrate di Vence. Credo piuttosto che la fuga dalla vita sia una resa che alla lunga non paga mai, tanto meno in pittura. Queste vetrate nascono vecchie e non sono certo un punto a cui i ragazzi dell\u2019Universit\u00e0 che le ospita, chiamati a diventare comunicatori, possano guardare. Credo altres\u00ec fermamente nell\u2019utilit\u00e0 di importare opere d\u2019arte estere di grande valore, utili alla stessa valorizzazione del patrimonio locale e a scongiurare il provincialismo, figlio della perdita di valori di riferimento. Per cui spero ci si riprovi. Anche perch\u00e9 la sede espositiva \u00e8 sicuramente un luogo suggestivo e adatto allo scopo, a patto che si fugga un altro equivoco sotteso alle dichiarazioni e nei comunicati stampa di questa mostra. L\u2019Aula Magna progettata da Luigi Snozzi potr\u00e0 anche non piacere per il suo stile minimal-hi-tech e la profusione spregiudicata del cemento, ma questa \u00e8 la cifra stilistica di Snozzi e\u00a0l\u2019atmosfera particolarissima creata non guadagna nulla se contraddetta nel suo stesso esistere, dall\u2019accensione di luci colorate, fossero anche d\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dall\u2019arte per amore una nuova poetica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che nostalgia. Leggendo le parole del pittore Ernesto Treccani, classe 1920, ci viene una grande nostalgia. Rimpianto di tempi andati, di tempi che non abbiamo vissuto, ma che ci sembra quasi di poter toccare. Treccani non aveva vent\u2019anni quando si trov\u00f2 ad essere il direttore della rivista <em>Corrente<\/em> (1938-1940), molto pi\u00f9 che un semplice giornale antifascista: il luogo in cui si stavano formando alcune delle grandi menti della letteratura e cultura italiana del dopoguerra. Sotto la cenere del fascismo s\u2019incontravano diverse generazioni accomunate dal talento e dalla voglia di libert\u00e0. La pittura giocava un ruolo decisivo e le diverse concezioni di Realismo, opposto ad ogni forma di classicismo degli anni appena trascorsi, venivano espresse in manifesti teorici e quadri. Le interpretazioni di Guttuso, Morlotti, Cassinari o Testori non erano semplici variazioni sul tema, ma indicavano differenze e vicinanze destinate a segnare la storia della pittura. Treccani era l\u00ec, al centro di tutto questo, e non di certo per stare a guardare, anzi a lui \u00e8 riconosciuto un ruolo decisivo di \u201ccollante\u201d tra personalit\u00e0 diversissime tra loro, nonch\u00e9 di animatore in dibattiti critici fondamentali. Come gli altri, anche lui cerc\u00f2 presto una propria strada per tradurre in pittura ci\u00f2 che i suoi scritti restituivano con chiarezza e determinazione. Per tutta la vita l\u2019attivit\u00e0 pittorica e quella teorica andarono di pari passo, integrandosi e spiegandosi a vicenda. Alla fine della Guerra, seguirono vent\u2019anni di inesausta sperimentazione, raccontata nel suo diario, <em>Arte per amore<\/em> (1966), documento ricchissimo, che rende trasparente la sua opera, descrivendocene genesi, intenti e tentativi. \u00c8 con questa lente privilegiata che possiamo leggere la sua \u201csvolta\u201d alla fine degli anni Cinquanta, al termine di anni in cui gli ex ragazzi di Corrente trasformarono il frutto clandestino di una rivolta contro il fascismo nell\u2019arena manifesta delle grandi imprese della pittura italiana. \u00c8 allora che il realismo \u00e8 costretto a cercare nuove forme per esprimersi, in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 complessa, e Treccani definisce la sua strada personale, verso un \u201cpoetico sentimento del reale\u201d.<strong><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2005\/10\/03_Treccani.pdf\">Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-398\" title=\"03_Treccani copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-709x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-709x1024.jpg 709w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-208x300.jpg 208w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-768x1108.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-1064x1536.jpg 1064w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia-1419x2048.jpg 1419w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/03_Treccani-copia.jpg 1774w\" sizes=\"(max-width: 709px) 100vw, 709px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cVorrei che un giorno si potesse dire del mio lavoro: era in un tempo che andava verso la felicit\u00e0 malgrado le nubi e i flagelli. 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