{"id":607,"date":"2005-12-17T00:00:25","date_gmt":"2005-12-16T23:00:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=607"},"modified":"2026-08-31T19:43:15","modified_gmt":"2026-08-31T17:43:15","slug":"una-mostra-diseducativa-caravaggio-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=607","title":{"rendered":"Una mostra diseducativa: Caravaggio a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Luci e ombre di Caravaggio risplendono sull\u2019Europa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 non si pu\u00f2 non vedere la mostra \u201cdi Caravaggio\u201d a Milano. Intanto le mostre sono due: <em>Caravaggio e l\u2019Europa. Il movimento caravaggesco internazionale da Caravaggio a Mattia Preti<\/em> e <em>Il genio degli anonimi. Maestri caravaggeschi a Roma e a Napoli<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla seconda, curata da Gianni Papi al pian terreno in quattro stanze, non vale la pena di soffermarsi troppo; si tratta di una piccola esposizione per addetti ai lavori: alcuni tentativi di costituire nuovi anonimi maestri caravaggeschi, intorno ad opere pi\u00f9 o meno belle, associandovi altri quadri che il curatore, ma solo lui, crede dello stesso autore. Apprezziamo il tentativo ma forse ogni tanto sarebbe meglio che gli autori di dipinti mediocri rimanessero ignoti, nascosti all&#8217;ombra delle ancora utili diciture \u201cCopia da\u201d e \u201cBottega di\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ed \u00e8 un peccato che in questo tentativo, un quadro meraviglioso nella sua lunare malinconia come il <em>Suonatore di Liuto<\/em> di Berlino sia finito qui con improbabili compagni anzich\u00e9 al piano nobile, dove \u00e8 disposta la mostra principale; l\u00ec, con la sua sola presenza, avrebbe aperto l\u2019interrogativo sul suo possibile autore e permesso confronti importanti con altri dipinti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mostra principale invece si apre con le opere del protagonista: non considerando neppure la copia della <em>Cattura di Cristo<\/em> di Dublino conservata a Odessa e qui attribuita al Merisi, i Caravaggio in mostra sono sei, disposti in due sale: quadri di grandissimo livello, alcuni dei pi\u00f9 importanti del pittore, tra cui la <em>Madonna dei Pellegrini<\/em> dalla chiesa di Sant\u2019Agostino a Roma, copertina della versione definitiva della mostra, scesa dall\u2019altare in cui \u00e8 collocata ed eccezionalmente visibile ad una distanza ravvicinata; accanto si mostra la <em>Flagellazione<\/em> del Kunsthistorisch di Vienna e, nella seconda sala, la <em>Resurrezione di Lazzaro\u00a0<\/em>e l\u2019<em>Adorazione dei Pastori<\/em>, entrambe al Museo Regionale di Messina. Come il lettore potr\u00e0 giudicare dalle due immagini qui proposte, sono quadri che da soli rendono obbligata una visita alla mostra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguono ben sette sezioni di pittori Caravaggeschi in cui i dipinti sono raggruppati in un criterio misto di scuole e arco cronologico. Impossibile e poco utile, qui, una disanima delle singole attribuzioni dei dipinti, delle opere che mancano e avrebbero dovuto esserci, di quelle che ci sono e sarebbe stato meglio stessero a casa loro. Ci\u00f2 che conta, ed \u00e8 il motivo per cui vale la pena vedere questa\u00a0mostra, non \u00e8 la sua inattaccabilit\u00e0 scientifica ma la presenza, nelle singole sezioni, di alcuni dipinti che non sfigurano affatto di fianco al genio di Caravaggio e quindi essi stessi pi\u00f9 che sufficienti a giustificare una visita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima sezione, per la quale si sente ancor pi\u00f9 che nelle altre sale la mancanza dell\u2019indicazione delle date di esecuzione dei dipinti nei cartellini, s\u2019intitola I primi seguaci e raggruppa alcuni capolavori dei pittori che hanno conosciuto l\u2019opera di Caravaggio quando lui era ancora in vita (ante 1610) rimanendone folgorati. Indimenticabile \u00e8 il genio di Orazio Gentileschi che, come gi\u00e0 emerso nella mostra romana del 2001- 2002, si dimostra superiore alla pur brava e arcinota figlia Artemisia; di lui, in mostra, \u00e8 presente anche il <em>David che uccide Golia<\/em>: un\u2019impressionante rappresentazione della potenza di Dio riposta nella fragile mano umana. Da annotarsi nella mente sono anche la <em>Sacra Famiglia<\/em> di Borgianni, un\u2019intimit\u00e0 grandiosa che diviene straziante nel dettaglio di Ges\u00f9 che trattiene a forza una colomba, simbolo del suo destino di passione e il <em>San Lorenzo<\/em> del Cecco del Caravaggio, uno dei modelli del Merisi, anch\u2019egli pittore, che qui possiamo apprezzare alle prese con un\u2019opera dalla dolcezza crepuscolare e preziosa allo stesso tempo. La sala pi\u00f9 interessante della mostra \u00e8 senz\u2019altro <em>La giovinezza di Ribera<\/em>, in cui si espongono per la prima volta i dipinti un tempo attribuiti al cosiddetto Maestro del Giudizio di Salomone, identificato dallo stesso Gianni Papi come il giovane Jusepe de Ribera appena giunto a Roma. Se verr\u00e0 confermata dalla critica, si tratta della pi\u00f9 importante scoperta caravaggesca degli ultimi anni, dalla cui giustificata euforia deriva probabilmente l\u2019improprio tentativo del pian terreno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano i rappresentanti dei Caravaggeschi Napoletani, Francesi e Olandesi, per i quali una menzione andr\u00e0 senz\u2019altro alla bellissima sala dei Francesi, in particolare alla rappresentazione allegorica dei <em>Cinque Sensi<\/em> di Valentin de Boulogne e al Maestro dell\u2019Annuncio ai Pastori, qui difeso da una tela dalla potenza zingara, in cui il dettaglio del vello delle pecore sembra uscire dalla tela con un impeto dalla verit\u00e0 puzzolente e oltraggiosa. Mattia Preti non \u00e8 rappresentato da opere indimenticabili e l\u2019ultimo sussulto della mostra ce lo regala, guarda caso, un ticinese: Giovanni Serodine. A lui \u00e8 dedicata un\u2019intera parete, in cui rivedere il <em>Ritratto del padre<\/em>, <em>L\u2019Elemosina di San Lorenzo\u00a0<\/em>e il fuori classe della mostra: quel <em>San Pietro<\/em> della Pinacoteca Z\u00fcst che sembra aver la forza di riassumere e far esplodere in s\u00e9, tutte le tensioni e gli umori del caravaggismo europeo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Collezioni faraoniche e business, ovvero se la mostra non educa pi\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le recenti stagioni espositive di Palazzo Reale a Milano, ormai appartenenti al passato e ideate da Flavio Caroli, hanno visto nascere grandi mostre dal debole valore scientifico per vedere le quali, molti di noi, a ragione, abbiamo fatto la fila: <em>L\u2019anima e il volto<\/em> (1998-1999), <em>Il Cinquecento Lombardo<\/em> (2000-2001) e il canto del cigno del suo curatore, la non meno faraonica ma decisamente meno visitata: <em>Il Gran Teatro del Mondo<\/em> (2003-2004). Mostre paradigmatiche del nostro tempo, caratterizzate da centinaia di dipinti, disposti in un\u2019accozzaglia acritica che affianca capolavori assoluti della storia dell\u2019arte a croste o copie esposte con attribuzioni impossibili per compiacere quel mercante o quel collezionista. Mostre che manifestano un meccanismo dominante e incancrenito in cui ci\u00f2 che distingue una bella mostra da una mediocre\u00a0non \u00e8 la scientificit\u00e0, la capacit\u00e0 che ha di illustrare un\u2019idea critica, la possibilit\u00e0 di poter verificare ipotesi e formularne di nuove, quadri alla mano. Non pi\u00f9 la mostra come laboratorio di idee, indicatrice di un gusto e quindi grande possibilit\u00e0 per far capire, anche ad un grande pubblico di non addetti ai lavori, spaccati entusiasmanti della nostra storia artistica. La bellezza o meno di una mostra \u00e8 ormai determinata da un unico criterio: quanti visitatori ha fatto. Perch\u00e9 tanti visitatori corrispondono a tanti biglietti, tanti cataloghi venduti, tanta visibilit\u00e0 e quindi tanti sponsor, pubblici o privati, disposti a pagare. Insomma tanti soldi. Ma soldi per cosa? Per ripagare la stessa faraonica mostra, in un circolo vizioso che ha qualche analogia con il pi\u00f9 noto mondo del calcio. Il pubblico va a vedere mostre se ci sono tantissimi quadri e grandi nomi (sempre gli stessi), ma tanti quadri e grandi nomi implicano enormi costi, che richiedono folle oceaniche. Venuta meno ogni ipotesi educativa per il pubblico, lo si tratta come un deficiente finch\u00e9 deficiente lo diviene davvero, nel senso che gli mancano totalmente gli strumenti per giudicare e, in mancanza di nomi gi\u00e0 noti e di un numero di quadri a tre cifre, non va a vederla. Ecco perch\u00e9 il nome di Caravaggio, capace di far drizzare le antenne ad un vastissimo pubblico, compare come il prezzemolo in decine di mostre degli ultimi anni, ed ecco perch\u00e9 se non puoi dichiarare almeno 150 quadri non verrai creduta una grande mostra. Non sono certo considerazioni nuove per gli addetti ai lavori, ma nessuno sembra aver la forza e la volont\u00e0 di cambiare le cose e la \u201cmostra di Caravaggio\u201d si \u00e8 adeguata.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/08_Caravaggio.pdf\">Scarica l\u2019articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-402\" title=\"08_Caravaggio copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-742x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"993\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-742x1024.jpg 742w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-217x300.jpg 217w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-768x1060.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-1113x1536.jpg 1113w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia-1484x2048.jpg 1484w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/08_Caravaggio-copia.jpg 1855w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luci e ombre di Caravaggio risplendono sull\u2019Europa Perch\u00e9 non si pu\u00f2 non vedere la mostra \u201cdi Caravaggio\u201d a Milano. 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