{"id":613,"date":"2006-09-16T00:00:26","date_gmt":"2006-09-15T23:00:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=613"},"modified":"2026-08-31T19:37:00","modified_gmt":"2026-08-31T17:37:00","slug":"picasso-a-madrid-2-pazzi-per-guernica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=613","title":{"rendered":"Picasso a Madrid 2. Pazzi per Guernica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un punto di non ritorno. Ci sono opere d\u2019arte talmente impregnate dalla propria fama, talmente conosciute all\u2019occhio di ognuno di noi che rischiamo, paradossalmente, di essere ormai impossibilitati a guardarle veramente. Sembra assurdo ma si tratta dello stesso processo per cui non badiamo pi\u00f9 alle pareti di casa nostra. Non fosse per un chiodo che cede al tempo o per l\u2019ormai improcrastinabile imbiancatura della primavera scorsa, da quanto tempo non vi fermate a guardare quel quadro o stampa che avete appeso sopra il divano in salotto? Eppure l\u2019avete scelto con cura, e sistemato compiaciuti \u201cin bolla\u201d. Tempo una settimana e la vita va decisamente avanti senza di lui. Dimenticato. Ecco, con i grandi capolavori della storia dell\u2019arte si corre lo stesso rischio: li abbiamo visti su ogni libro di testo, giornale, pubblicit\u00e0, su di loro si \u00e8 scritto tutto, inventato di pi\u00f9, impossibile (se non per snobismo o stucchevole anticonformismo) parlarne male e, forse, ancor pi\u00f9 impossibile parlarne senza sciorinare banalit\u00e0. Nel caso di <em>Guernica<\/em>, il quadro che raffigura il bombardamento dell\u2019omonima citt\u00e0 spagnola, questo rischio \u00e8 amplificato dall\u2019essere stato dipinto (1937) dal pi\u00f9 grande e celebre pittore del \u2019900, Pablo Picasso, e dal rappresentare, a un livello sublime e direi definitivo, non solo lo strazio della guerra, di ogni guerra, ma il dolore dell\u2019uomo in quanto tale, del quale \u00e8 simbolo universale. Senza contare le distorsioni che possiamo avere nel ricordarcelo, visto che, a causa delle sue dimensioni (349,3 x 776,6 cm), viene riprodotto tagliato o, pur essendo stato dipinto nelle infinite gradazioni del grigio, miracolosamente tendenti all\u2019azzurro, al verde o al marrone, pubblicato in un piatto e mortificante bianco e nero, spesso confuso con l\u2019originale monocromo. Ecco le premesse necessarie, o almeno cos\u00ec credevo, per oltrepassare la soglia del Museo Reina Sof\u00eda dov\u2019\u00e8 conservato Guernica, in questi giorni presentato in una mostra che celebra i 25 anni dal suo arrivo in Spagna dal MoMA di New York, dov\u2019era custodito in attesa del ritorno della democrazia, senza la quale \u2013 per volont\u00e0 dello stesso Picasso \u2013 il dipinto non poteva atterrare sul suolo iberico a cui era destinato. Il visitatore \u00e8 aiutato, come meglio non si potrebbe, dall\u2019esposizione di tutti i disegni preparatori del dipinto, segno di alcuni mesi d\u2019instancabile lavorazione che creano un\u2019amplificata Via Crucis verso il capolavoro. Al culmine dell\u2019esposizione, collegata a quella al Prado di cui abbiamo dato conto due settimane fa (cfr. l\u2019inserto Cultura del 2 settembre) \u00e8 messo in scena un centro nevralgico della storia della pittura: \u00e8 la sala mozzafiato che fronteggia Guernica, allestita con la <em>Fucilazione del 3 maggio<\/em> di Goya (1814), la <em>Fucilazione dell\u2019imperatore Massimiliano<\/em> (1868) di Manet (nella variante pi\u00f9 riuscita di Mannheim) e il <em>Massacro in Corea<\/em>, dipinto dallo stesso Picasso nel 1951. Guardare in un colpo d\u2019occhio questi tre quadri cresciuti uno sull\u2019adorazione e consumazione dell\u2019altro, sentire alle proprie spalle la presenza inquietante e conturbante di Guernica \u00e8 una di quelle esperienze da conservare con pudore nella memoria pi\u00f9 intima e, nello stesso tempo, da cercar di magnificare con le parole di cui si dispone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In exitu Guernica. Al centro della storia, al centro della vita, si sta di fronte allo strazio infinito, raffigurato in tutte le sue possibili declinazioni, e dominano silenzio e commozione: non solo per partecipazione al dolore altrui, nel quale risuona inesorabile il proprio, ma per la grandezza di un pittore, uomo anch\u2019egli, a cui sembra sia stato concesso il dono di assottigliare fino alla trasparenza ogni possibile distanza tra ci\u00f2 che si vorrebbe fare e ci\u00f2 che si riesce a fare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/24_Guernica.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-410\" title=\"24_Guernica copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-737x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"1000\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-737x1024.jpg 737w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-216x300.jpg 216w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-768x1066.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-1106x1536.jpg 1106w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia-1475x2048.jpg 1475w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/24_Guernica-copia.jpg 1844w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un punto di non ritorno. 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