{"id":616,"date":"2006-09-02T00:00:42","date_gmt":"2006-09-01T23:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=616"},"modified":"2026-08-31T19:37:23","modified_gmt":"2026-08-31T17:37:23","slug":"picasso-a-madrid-1-confronto-con-gli-antichi-al-prado","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=616","title":{"rendered":"Picasso a Madrid 1. Confronto con gli antichi al Prado"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Un \u201clast minute\u201d da cogliere al volo. Non ci capita spesso di recensire, su queste colonne, mostre organizzate oltre il confine svizzero, ma l\u2019eccezionalit\u00e0 dell\u2019evento meritava una particolare considerazione e, perch\u00e9 no, un approfondimento in due tappe. Anno 1937, Pablo Picasso dipinge uno dei tre quadri pi\u00f9 famosi del mondo, con l\u2019Urlodi Munch (recuperato dopo il furto l\u2019altro ieri) e la Gioconda: si chiama Guernica, dal nome della cittadina spagnola di cui rappresenta il bombardamento, avvenuto pochi mesi prima. 1981, il dipinto, che dal \u201939 era conservato al MoMA di New York, arriva finalmente in Spagna, dopo aver atteso, per volont\u00e0 testamentaria del pittore, la fine della dittatura franchista e il ritorno della democrazia. 2006, a 25 anni dall\u2019arrivo del dipinto, la Spagna lo festeggia con due bellissime mostre, allestite al Museo Reina Sof\u00eda, che custodisce il dipinto, e al Museo del Prado. In attesa di dare, con l\u2019inserto del 16 settembre, tutto lo spazio che merita alla prima, non si pu\u00f2 tacere dell\u2019esposizione al Prado, da visitare al volo, essendo purtroppo giunta alla sua ultima settimana d\u2019apertura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su Picasso si \u00e8 scritto e mostrato veramente moltissimo, forse tutto, e, di fronte alla necessit\u00e0 di operare una scelta tematica, la mostra, di fatto, insieme all\u2019artista celebra anche la Spagna, affrontando il tema dei debiti di Picasso verso la grande pittura spagnola che l\u2019ha preceduto, dando conto, grazie al confronto diretto tra le opere, degli omaggi tributati a singoli quadri e della sua predilezione per alcuni artisti, che lo hanno fortemente influenzato. Sfilano in ordine cronologico solo capolavori, accorsi da tutto il mondo e scalati nella lunga stanza centrale del museo a coprire praticamente tutta la lunghissima attivit\u00e0 dell\u2019artista. Da elogiare \u00e8 senz\u2019altro la scelta di esporre un gruppo non sterminato di opere, ma di una qualit\u00e0 e importanza talmente alta da meritare una mostra ciascuna. \u00c8 cos\u00ec che si possono ammirare dal \u201cmanifesto\u201d del periodo blu, <em>La Vie<\/em> (1903), che pennella di una struggente malinconia l\u2019omaggio al caro amico del pittore, morto suicida per un amore infelice, al <em>Mousquetaire et Amour<\/em> (1969), in cui un Picasso quasi novantenne sfida la materia e la forma, in un tripudio di vita e colore che sembrano far implodere di gioia settant\u2019anni di ricerche. Al centro della mostra, che \u00e8 anche quello del museo, \u00e8 posto il cuore di entrambi. Qui il visitatore \u00e8 attratto dalla grande rivisitazione monocroma che Picasso fece del pi\u00f9 famoso quadro spagnolo, <em>Las Meninas di Vel\u00e1zquez\u00a0<\/em>(1656), e, girandosi, ha la possibilit\u00e0 di confrontarlo con l\u2019originale, visibile, al di l\u00e0 di una larga apertura, nella sala del Museo che normalmente la ospita; ai lati dell\u2019apertura, altre due rivisitazione del dipinto, dove \u00e8 acceso di colore e \u201cscaldato\u201d in chiave tutta mediterranea. \u00c8 in questo punto della mostra che ognuno \u00e8 chiamato a partecipare a un\u2019occasione unica per comprendere la Spagna e\u00a0il pi\u00f9 grande pittore del Novecento. In un gioco di enormi cerchi concentrici, ci si trova a Madrid, edificata capitale del regno da Filippo II, che la volle al centro esatto della Spagna (1562), perch\u00e9 la comprendesse e dominasse tutta; al centro di Madrid, il Prado concentra in s\u00e9, le grandi glorie della pittura spagnola e Picasso, posto, anche fisicamente, al centro del museo, \u00e8 in grado di recuperare in s\u00e9 tutta la tradizione che lo precede, reinterpretandola, rimasticandola, rivitalizzandola e, in un certo senso, imponendone al mondo ci\u00f2 che d\u2019internazionale e sorprendentemente moderno dimostra ancora d\u2019avere. Una sorta di movimento centripeto che diventa internazionalmente e beneficamente centrifugo. P.s. venerd\u00ec alle 22.10 parte l\u2019ultimo aereo da Malpensa, poco dopo mezzanotte sareste gi\u00e0 di fronte a un sorridente concierge madrileno, rincasando a Lugano alla stessa ora di domenica, dopo due giorni pieni in una citt\u00e0 stupenda: 550 franchi, tutto compreso, per un indimenticabile canto del cigno dell\u2019estate.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/23_Picasso.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/23_Picasso-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-409\" title=\"23_Picasso copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/23_Picasso-copia-1024x669.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"470\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un \u201clast minute\u201d da cogliere al volo. 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