{"id":627,"date":"2006-06-03T00:00:58","date_gmt":"2006-06-02T23:00:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=627"},"modified":"2026-08-31T19:38:34","modified_gmt":"2026-08-31T17:38:34","slug":"i-torriani-a-mendrisio-un-modello-da-perseguire","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=627","title":{"rendered":"I Torriani a Mendrisio: un modello da perseguire"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il padre, il figlio e tre amici pi\u00f9 bravi. La storia che va in scena \u00e8 quella di Francesco Torriani (1612-1683) e del figlio Francesco Innocenzo (1648-1700); insieme abbracciano un secolo d\u2019attivit\u00e0 che ha il suo epicentro nella cittadina di nascita, la stessa Mendrisio, irradiandosi in Lombardia e assicurando non pochi dipinti in tutta Europa.\u00a0Molto scarsi i documenti sulla vita di entrambi e debole la loro fortuna letteraria se paragonata a quella dei dipinti. Francesco \u00e8 ricordato come allievo di Guido Reni ed \u00e8 promotore di un gusto classicista in Ticino, Innocenzo, formatosi nella bottega paterna, dimostra un fresco aggiornamento milanese che, in particolare con il Vermiglio, presenta consonanze considerevoli. Non si pu\u00f2 nascondere la debolezza di Francesco che, proprio nel confronto con il figlio si dimostra pittore dalle non grandissime doti, spesso impacciato nel disegno ed estraneo a invenzioni formali o compositive di grande originalit\u00e0. Tutt\u2019altra storia quella del figlio Innocenzo che emerge come un importante esponente, fin qui trascurato, del Seicento Lombardo, capace di grandi impaginazioni, un ottimo disegno e sapienza cromatica. Una disparit\u00e0 che forse avrebbe permesso di rinunciare a qualche debole opera di Francesco in favore di quelle del grande Innocenzo, anche alla luce del vero punto di forza della mostra, frutto della seriet\u00e0 e competenza delle due curatrici, note per un curriculum di grandi studiose del seicento ticinese, dai numerosi meriti per la storia dell\u2019arte del territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aver ricostruito in mostra e, ancor pi\u00f9 riccamente in catalogo (sebbene con foto impaginate decisamente troppo piccole) la produzione di questi artisti dalla grande diffusione europea, permetter\u00e0 infatti di assegnare alla loro mano moltissimi dipinti finora nascosti sotto la generica attribuzione: \u201cPittore lombardo del XVII secolo\u201d e che finalmente troveranno la loro collocazione storica, andando ad\u00a0arricchire il catalogo dei due pittori e la nostra conoscenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non mancano in mostra opportuni confronti con dipinti di grandissimo livello qualitativo eseguiti da altri artisti e utilissimi per comprendere cultura e scelte stilistiche dei Torriani. \u00c8 il caso del felicissimo e ancora ignoto Maestro della Nativit\u00e0 di Mendrisio, di cui \u00e8 presentato un nucleo importante di dipinti che fa rimpiangere la presenza in mostra di due importanti acquisizioni presentate in catalogo: la <em>Santa Margherita e il drago<\/em> dell\u2019anonimo maestro e una copia della Nativit\u00e0 dalla quale prende il nome, eseguita proprio da Francesco Torriani. Se il Maestro della Nativit\u00e0 apre la mostra, giunti a met\u00e0 delle opere di Francesco un rumore sordo e profondo distoglie il nostro sguardo dai quadri: la grande pendola che rompe il silenzio assoluto del Museo di Mendrisio annuncia un\u2019altra sorpresa. Sulla parete opposta irrompono infatti sei inedite tavolette di rame, esemplari del ciclo di <em>Misteri del Rosario<\/em> dipinti da Giovan Battista Discepoli per la chiesa di Cabbio: che freschezza di invenzione, libert\u00e0 di segno e capacit\u00e0 di resa immediata degli stati\u00a0d\u2019animo! Opere nodali la cui importanza \u00e8 ricostruita magistralmente da Francesco Frangi nella scheda in catalogo (purtroppo lesa da una ripetizione di un intero blocco di testo): una lezione di critica d\u2019arte, fondamentale quanto un lungo saggio. Prima della felicissima cavalcata cromatica del grande Innocenzo, premessa dalle opere di collaborazione tra padre e figlio (tra cui il <em>David con la testa di Golia<\/em> infelicemente scelto come manifesto della mostra) non si pu\u00f2 dimenticare un altro grande regalo fatto al visitatore: lo splendido <em>Sant\u2019Antonio con il Bambino<\/em> di Faido dipinto da Carlo Francesco Nuvolone dove una fragranza di sentimenti sboccia tra terra e luce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00c8 questa la strada da seguire<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa s\u00ec che \u00e8 una mostra. Recensendo l\u2019esposizione milanese sui Caravaggeschi a Palazzo Reale (cfr. 17 dicembre 2005) c\u2019eravamo permessi una considerazione sullo sputtanamento del sistema delle mostre, non solo in Italia, che produce esposizioni-evento, espressione di uno scarso avanzamento di studi, e rinunciando ad un\u2019educazione del pubblico. Parlare della mostra sui due Torriani al Museo d\u2019Arte di Mendrisio ci permette di esemplificare, questa volta in positivo, quanto possa essere utile una mostra quando si riappropria della sua funzione. Nel 1973 a Palazzo Reale di Milano andava in scena una delle pi\u00f9 importanti mostre mai realizzate in Italia: \u201cIl Seicento lombardo\u201d. Dopo due decenni di articoli, saggi, ricostruzioni critiche, mostre monografiche, operate da Roberto Longhi e dai suoi allievi (in testa Giovanni Testori e Mina Gregori) si faceva il punto su uno dei momenti pi\u00f9 affascinanti del Seicento Europeo, quando durante, e in seguito, alla parabola straordinaria di un altro lombardo, Caravaggio, si era creato uno stile variegato ma identificabile e di altissimo livello che accomunava artisti attivi, oltre che nell\u2019attuale Lombardia, in parte del Piemonte e in Ticino. Malgrado il titolo lasciasse pensare ad una trattazione di un intero secolo, l\u2019arco cronologico considerato erano grossomodo una cinquantina d\u2019anni, compresi tra due date non solo simboliche: la morte di San Carlo Borromeo (1584) e la grande peste milanese del 1630. La scelta allora era pi\u00f9 che giustificata dalla straordinariet\u00e0 di quella scuola pittorica, di un momento storico ben identificabile che richiedeva una trattazione autonoma, ma lasciava inesplorato lo sviluppo barocco dei restanti settant\u2019anni del Secolo. Se ancora nel 1989, in occasione della grande mostra su uno dei protagonisti del Seicento, il ticinese Pier Francesco Mola, organizzata al Museo Cantonale d\u2019Arte di Lugano e a Roma, si segnalava una carenza complessiva di studi e pubblicazioni, negli ultimi anni le cose stanno cambiando e si assiste a una felice fioritura di ricerche che hanno il loro vertice nella bellissima collana \u201cArtisti dei laghi\u201d, volumi dedicati alle grandi famiglie di artisti ticinesi, e in alcune preziosissime mostre monografiche dedicate a Paolo Pagani (Pinacoteca Z\u00fcst di Rancate e Galleria Civica di Campione, 1998), a Giuseppe Vermiglio (Campione, 2000), a Giovan Battista Discepoli (Rancate, 2001), a Isidoro Bianchi (Campione, 2003) e a Carpoforo Tencalla, allestita l\u2019anno scorso alla Z\u00fcst. Mostre frutto di anni di ricerche in archivio, compiute da studiosi molto preparati che dedicano tutta la vita a questi problemi critici, portando alla luce, in forme comprensibili e apprezzabili dal grande pubblico, geni nascosti delle nostre terre. La mostra dei Torriani \u00e8 l\u2019ultima tappa di questo filone virtuoso e aggiunge un tassello importantissimo a questa riscoperta critica, inserendo il Museo d\u2019Arte di Mendrisio in un circuito di eccellenza che ci auguriamo lo veda ancora protagonista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/20_Torriani.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in PDF<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/20_Torriani-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-406\" title=\"20_Torriani copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/07\/20_Torriani-copia-1024x988.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"694\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il padre, il figlio e tre amici pi\u00f9 bravi. 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