{"id":669,"date":"2010-10-09T00:00:57","date_gmt":"2010-10-08T23:00:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=669"},"modified":"2026-08-31T19:13:49","modified_gmt":"2026-08-31T17:13:49","slug":"maurizio-cattelan-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=669","title":{"rendered":"Maurizio Cattelan a Milano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>A Milano c\u2019\u00e8 una grossa occasione da non perdere, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di capire qualcosa dell\u2019arte del mondo che stiamo vivendo, per rimanere ammirati dalla potenza espressiva di questo nostro poeta, per il quale lo scandalo, voluto, \u00e8 un mezzo e non un fine&#8230;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scandalo, voluto, \u00e8 un mezzo e non un fine. L\u2019opera di Maurizio Cattelan, come gran parte dell\u2019arte contemporanea, non ha una chiave di lettura univoca, non si pu\u00f2 appoggiare sulle certezze granitiche di qualche secolo fa, \u00e8 un\u2019arte fragile come lo siamo noi, che fa fatica a stare al mondo, che lotta per starci in modo dignitoso, per goderne, per rompere la crosta del quotidiano, per dire: \u201cCi sono\u201d, per esserci. \u00c8 per questo che la ricchezza delle domande che apre l\u2019opera di Cattelan \u00e8 infinitamente pi\u00f9 interessante delle risposte che ci si aspetta da lui. Sebbene la potenza delle \u201cimmagini\u201d che crea sia tale da bucare qualsiasi schermo e colpire l\u2019attenzione di qualsiasi lettore che si trovi davanti ad un\u2019immagine di una sua opera, mai come questa volta occorre vederle per aver fatto vera esperienza di esse. La prima opera presentata a Palazzo Reale \u00e8 una donna crocifissa, con le mani inchiodate ad una superficie di carta bianca che sembra un lenzuolo e vestita da un camicione da notte; l\u2019opera \u00e8 presentata nel suo imballo: la cassa, gli elementi di fissaggio della scultura entrano a far parte dell\u2019opera\u2026 Il richiamo alla posizione dell\u2019autoritratto della Woodman e il dettaglio dei piedi sporchi in primo piano che omaggiano Caravaggio rendono l\u2019opera lirica e convincente. La <em>Crocifissione<\/em> non \u00e8 derisa, vilipesa, ma assunta, calata nella vita, e i chiodi tengono questa donna imprigionata in una realt\u00e0 che non avrebbe desiderato (una malattia?). L\u2019ambientazione delle opere \u00e8 pi\u00f9 che mai fondamentale ed eccoci allora a vedere <em>La nona ora<\/em>, l\u2019opera del Papa (Giovanni Paolo II) atterrato da un meteorite, nella bombardata Sala delle Cariatidi, entrare a far parte di quella distesa rossa, lasciarsi attorniare da quelle pareti segnate dalla guerra, e verificare che nella vastit\u00e0 di quel vuoto la forza dell\u2019opera di Cattelan grandeggia amplificata, non schiacciata\u2026 La mente fa allora un cortocircuito mentale con un\u2019altra immagine: lo strazio di Guernica posta nel 1953 nella stessa sala per la grande mostra di Picasso e ci si interroga sulla capacit\u00e0 dell\u2019artista di rappresentare il dolore umano e portare un caso particolare all\u2019universale. Ci si chiede perch\u00e9 quel Papa non sia morto, perch\u00e9 abbia il volto sereno \u2013 nella prima versione dell\u2019opera addirittura ha gli occhi socchiusi \u2013, perch\u00e9 non sia morto, rimasto saldamente sorretto al Crocifisso. Pietro \u00e8 attaccato ma non abbattuto e non \u00e8 un dettaglio da poco. La sala \u00e8 immersa in un silenzio siderale ma, presto, sobbalziamo: dall\u2019alto di un cornicione un bambino suona ritmicamente un tamburello. L\u2019immagine \u00e8 struggente: quel bambino ha lo sguardo nel vuoto, \u00e8 perso nei suoi pensieri, con i suoi jeans e la camicia troppo grande ci restituisce in chiave moderna tutta la struggente malinconia del <em>Pifferaio<\/em> di Manet. Se fosse un adulto penseremmo che ha rinunciato per sempre a stare nel mondo, ma \u00e8 un bambino; forse non servir\u00e0 nemmeno salire sul cornicione per abbracciarlo o per sederci di fianco a lui a scambiare due parole. Ci scommetteremmo, da un momento all\u2019altro, lascer\u00e0 il tamburello sul davanzale e correr\u00e0 gi\u00f9 a fare il suo lavoro da bambino: combinare qualche disastro. Si compone cos\u00ec un trittico nel quale, a posteriori, lo stesso Cattelan ha riconosciuto la sua famiglia: una figura paterna che si voleva abbattere, un figlio chiuso nel suo mutismo che si esprime come pu\u00f2, una madre che si assume le pene del figlio andando in croce al suo posto. Per il famigerato dito medio in piazza Affari l\u2019ambientazione \u00e8 ancor pi\u00f9 importante, anzi parte integrante dell\u2019opera. Fatto realizzare in marmo di Carrara, \u00e8 posto su un imponente basamento di travertino, lo stesso materiale con cui \u00e8 rivestito il basamento del palazzo della Borsa che ne \u00e8 il fondale. Il risultato \u00e8 un\u2019opera in equilibrio sorprendente con il contesto, che sembra essere da sempre in questa bellissima piazza anni Trenta (un vero gioiello sconosciuto di Milano). Allora si scopre la straordinaria analogia con la scultura fascista, la vicinanza, posizione del pollice a parte, con il saluto romano, anche se la fonte esplicita \u00e8 uno degli impressionanti resti della Statua di Costantino ai Musei Capitolini di Roma. Si \u00e8 scritto per mesi che si trattava di un\u2019opera di denuncia contro il capitalismo e il sistema finanziario rappresentato da Palazzo Mezzanotte, peccato che il gestaccio, non sia rivolto verso la Borsa, ma dall\u2019altra parte\u2026 Tutti i significati che gli sono stati attribuiti sembrano non reggere, dall\u2019autore non vengono spiegazioni e non sappiamo nemmeno se Cattelan abbia confermato la lettura del curatore della mostra Francesco Bonami che scioglie l\u2019acronimo del titolo, L.O.V.E, in love (amore), odio, vendetta, eternit\u00e0\u2026 \u00c8 solo un\u2019immagine volgare? S\u00ec. Ma \u00e8 l\u2019espressione di un\u2019energia incontrollabile che abbiamo tutti noi, \u00e8 il monumento alla ribellione di ognuno, a quel sacrosanto momento in cui ognuno grida di fronte ad un\u2019ingiustizia: \u201cNo!!\u201d Non \u00e8 una bravata, ma un\u2019immagine resa drammatica fino allo spasimo da quelle dita non piegate, ma spezzate. E chi l\u2019ha detto che una convincente e amara immagine di \u201cNo\u201d, sia meno necessaria delle tante dolci icone del \u201cS\u00ec\u201d?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-668\" title=\"67_Cattelan copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-685x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"685\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-685x1024.jpg 685w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-201x300.jpg 201w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-768x1148.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-1028x1536.jpg 1028w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia-1370x2048.jpg 1370w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/67_Cattelan-copia.jpg 1713w\" sizes=\"(max-width: 685px) 100vw, 685px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Milano c\u2019\u00e8 una grossa occasione da non perdere, c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di capire qualcosa dell\u2019arte del mondo che stiamo vivendo, per rimanere ammirati dalla potenza espressiva di questo nostro poeta, per il quale lo scandalo, voluto, \u00e8 un mezzo e non un fine&#8230; Lo scandalo, voluto, \u00e8 un mezzo e non un fine. L\u2019opera [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":668,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17,515],"tags":[],"class_list":["post-669","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-articoli","category-giornale-del-popolo-articoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/669","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=669"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/669\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5372,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/669\/revisions\/5372"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=669"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=669"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=669"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}