{"id":674,"date":"2009-11-18T00:00:19","date_gmt":"2009-11-17T23:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=674"},"modified":"2026-08-31T19:18:09","modified_gmt":"2026-08-31T17:18:09","slug":"anish-kapoor-alla-royal-academy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=674","title":{"rendered":"Da Londra a Roma 3. Anish Kapoor alla Royal Academy"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scultore inglese Anish Kapoor ha innanzitutto il pregio di non rinnegare il suo ruolo: \u201cL\u2019artista pu\u00f2 permettersi la libert\u00e0 preziosa d\u2019una visione individuale che lo emancipa dalla piccolezza della vita e io mi voglio grande, grandissimo\u201d. Kapoor \u00e8 interessato ai temi definitivi, alle faccende eterne e questo, checch\u00e9 se ne dica, \u00e8 ancora molto attuale: \u00abL\u2019arte che ammiro fa qualcosa di pi\u00f9 che raccontare la mia piccola storia psicobiografica (e a chi interesserebbe?). Noi siamo al mondo per qualche minuto, e poi moriamo. Se dobbiamo \u201csopportare\u201d l\u2019arte, deve avere a che fare con qualcosa di molto pi\u00f9 grande di una storia particolare, anche se magari per raccontare questo pi\u00f9 grande, passiamo dalla nostra psico-biografia\u00bb. Perch\u00e9, pur avendo una grande cultura filosofica, l\u2019unica conoscenza dell\u2019uomo che Kapoor riconosca \u00e8 quella empirica, dell\u2019esperienza, e a chi gli chiede quale sia il significato delle proprie opere, risponde candidamente di non aver niente da dire. Niente di \u201cparticolare\u201d, visto che poi sposa l\u2019affermazione di Bruce Nauman, che sosteneva che l\u2019artista rivela profonde verit\u00e0 mistiche, aggiungendo, con molto realismo, che l\u2019artista non conosce queste verit\u00e0, ma vi incappa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con le proprie sculture, i propri materiali, Kapoor insegue \u00abuna fusione tra la mano e l\u2019occhio, l\u2019orecchio e l\u2019occhio, fino a creare un\u2019instabilit\u00e0 nello spettatore, obbligandolo a cercare un equilibrio, una certezza\u00bb. Ecco una delle verit\u00e0 pi\u00f9 interessanti in cui \u00e8 incappato Kapoor: destabilizzare lo spettatore \u00e8 l\u2019unico modo di fargli raggiungere una certezza. \u00c8 per questo che \u00e8 affascinato dal vuoto, dalla possibilit\u00e0 di poterlo rappresentare, catturare con le proprie sculture: \u00abil vuoto \u00e8 dove il tempo e\u00a0lo spazio sono apparentemente assenti, dove giungono a un punto morto, creando un\u2019irrequietezza, un disagio\u00bb. Un disagio che Kapoor non ricerca per sadismo. Il vuoto non coincide con il nulla. Come per Fontana, il vuoto \u00e8 attesa capace di generare, esattamente come, sostiene Kapoor citando Heidegger, la brocca per essere brocca, deve avere al suo interno il vuoto, quel vuoto destinato a contenere il vino o l\u2019acqua, che \u00e8 ci\u00f2 che ne fa un recipiente, ci\u00f2 che insomma, la genera in quanto brocca. \u00abHo sempre pensato al vuoto come a uno spazio transitorio. E tutto ci\u00f2 ha molto a che fare con il tempo. Sono sempre stato interessato al momento creativo in cui ogni cosa \u00e8 possibile e niente \u00e8 ancora accaduto. Il vuoto \u00e8 quel momento di tempo che precede la creazione, in cui tutto \u00e8 possibile\u00bb. E la creazione \u00e8 il tema dell\u2019opera pi\u00f9 sconvolgente in mostra a Londra:\u00a0<em>Svayambh<\/em>,\u00a0il grande monolite di cera e vaselina rossa che attraversa le sale della Royal Academy. \u00abIl mio blocco di cera che passa a fatica, come se la pelle si scorticasse \u2013 racconta Kapoor \u2013, \u00e8 quasi un prodotto dell\u2019edificio, ricorda il processo con cui si forma il significato delle cose. La storia della scultura \u00e8 storia della materia e della sua fragilit\u00e0, anche il colore \u00e8 materia fisica di cui facciamo esperienza, certe volte in modo tragico, altre pi\u00f9 gioiosamente\u00bb. L\u2019arte di Kapoor richiede tempo per essere guardata, vissuta, amata: \u00abLa verit\u00e0 mistica dell\u2019arte \u00e8 il tempo\u2026 Sono interessato alla scultura che manipola lo spettatore obbligandolo ad una relazione con lo spazio e il tempo\u00bb. A concederglielo, questo tempo, a lasciarsi manipolare, sostando di fronte all\u2019incedere del gigante rosso, lo spettatore porter\u00e0 a casa la pi\u00f9 indelebile immagine di molti frammenti della propria vita, qui eternati in poesia visiva: lo struggimento di quell\u2019amore che vedi pian piano ma inesorabilmente scivolar via\u2026 il segno profondo che quella persona ti ha lasciato attraversandoti la vita, la\u00a0certezza che le cose prenderanno quasi impercettibilmente la loro strada\u2026 Tutte esperienze che sembrava impossibile rappresentare con questa semplicit\u00e0.\u00a0Un elemento che accomuna questo straordinario lavoro all\u2019altro punto stupefacente della mostra, <em>Shooting into the Corner<\/em> (vedi box qui sotto) \u00e8 l\u2019uso di un impasto di cera, pigmenti rossi e vasellina dalla consistenza cremosa e viscerale: \u00abil rosso \u2013 precisa Kapoor \u2013 \u00e8 un colore della terra e, ovviamente, del sangue e del corpo&#8230; ma \u00e8 anche il colore della ferita\u2026\u00bb. E non si tratta di una ferita\u00a0generica, o almeno non solo. Lo scultore ha dichiarato pi\u00f9 volte il debito che la propria opera ha verso <em>L\u2019incredulit\u00e0 di San Tommaso<\/em> di Caravaggio: \u00abVoglio ricordare la ferita nel costato di Cristo, che non \u00e8 posta al centro del corpo, e il fatto che la dimora passa attraverso il dubbio, una dimora nasce dal dubbio. \u00c8 il dubbio di Tommaso che d\u00e0 forza a quella ferita, il suo \u201ctoccare per credere\u201d\u2026 Qual \u00e8 la lezione della ferita nel costato di Cristo? Il dito deve andare nella profondit\u00e0 della carne per diventare l\u2019occhio che vede, per diventare la bocca che parla, per proclamare: \u201cS\u00ec \u00e8 il Signore, \u00e8 Dio!\u201d. La divinit\u00e0 di Cristo non pu\u00f2 essere pienamente compiuta sulla Croce, ma solo con il ritorno di Cristo, nella riapertura della ferita con l\u2019entrata obliqua del dito di Tommaso, e il contatto delle mani dei suoi discepoli. Allo stesso modo, la mia opera \u00e8 veramente riuscita quando entra nella terza dimensione\u2026 L\u2019artista si fa la stessa domanda dell\u2019Apostolo, pur nella diversit\u00e0 di scopo: \u201cDov\u2019\u00e8 la dimora di luce in questa pietra? Il vuoto in questo colore? Lo spirito di questa carne?\u201d\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>\u201cShooting into the Corner\u201d<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un cannone ad aria compressa che spara \u201cproiettili\u201d della stessa cera e vasellina a 80 km orari. Il bersaglio \u00e8 l\u2019angolo di una parete bianca, oltre l\u2019arco di una porta. \u00c8 un rito che ricorda il cambio della guardia: ogni 20 minuti un inserviente si alza davanti alla folla allineata, muta e impaziente, carica il cannone ed accende il compressore. All\u2019improvviso, spara: spavento, urla, l\u2019obbiettivo trema e, sulla parete, una nuova massa calda cola verso il basso. A fine mostra, oltre quello stipite, una scultura da 30 tonnellate. Il visitatore non solo \u00e8 chiamato ad assistere alla creazione della scultura, in buona parte generata dal caso, ma \u00e8 esso stesso parte integrante dell\u2019opera: la sua attesa, il suo silenzio e il suo sgomento sono essenziali quanto le munizioni di cera.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in formato pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-667 size-large\" title=\"58_LONROM_Kapoor copia\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-683x1024.jpg 683w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-200x300.jpg 200w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-768x1152.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia-1365x2048.jpg 1365w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/58_LONROM_Kapoor-copia.jpg 1707w\" sizes=\"(max-width: 683px) 100vw, 683px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scultore inglese Anish Kapoor ha innanzitutto il pregio di non rinnegare il suo ruolo: \u201cL\u2019artista pu\u00f2 permettersi la libert\u00e0 preziosa d\u2019una visione individuale che lo emancipa dalla piccolezza della vita e io mi voglio grande, grandissimo\u201d. 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