{"id":718,"date":"2008-03-01T00:00:59","date_gmt":"2008-02-29T23:00:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=718"},"modified":"2026-08-31T19:28:32","modified_gmt":"2026-08-31T17:28:32","slug":"la-malattia-con-gli-occhi-di-munch","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=718","title":{"rendered":"La malattia con gli occhi di Munch"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Man mano gli anni passano, la vita ci avvicina ad occasioni sempre pi\u00f9 frequenti di stare di fianco ad un malato. Del resto, disgrazie a parte, il lento invecchiare dei propri cari tenta ogni giorno di abituarci a questa scomoda frequentazione. \u00c8 cos\u00ec che, mese dopo mese, ognuno di noi deve aggiungere ai carichi della vita il ricordo della nonna novantenne, che si spegne lentamente, quello dello zio diabetico, con il fegato andato, che non ha pi\u00f9 di due settimane di attesa, quello dell\u2019amico cronico, a cui una notte in bianco la regali quasi volentieri&#8230;\u00a0\u00a0Piccole cose, di fronte ai grandi traumi che molti altri potrebbero raccontare. Ma ho sempre amato le piccole cose, sono accanito sostenitore della grandezza delle piccole cose, che avvengono nel chiuso di una stanza, come quella rappresentata in questo quadro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La bambina Malata<\/em>. Quando Munch lo dipinse aveva 23 anni, sua sorella Sophie era morta di tubercolosi nove anni prima. Di anni ne aveva allora 14 e nove anni prima era scomparsa la madre. Di anni ne aveva 5. Un cursus di tutto rispetto per il pi\u00f9 celebre cantore della disperazione umana, soprattutto se si considerano gli unici compagni di viaggio rimasti al ragazzino norvegese: un gran freddo, una manciata di ore di luce al giorno e qualche tramonto lancinante. In effetti, ne sarebbero seguiti i suoi straordinari incunaboli del magone: <em>Malinconia, Angoscia, Vampiro, L\u2019urlo, Separazione&#8230;<\/em> un buon curriculum, capace di scatenare truppe di psicanalisti e psichiatri, intenti a trasformarlo nell\u2019uomo immagine del turbamento. \u00c8 questa, grosso modo, la \u201ccornice\u201d del dipinto qui raffigurato, un soggetto in parte autobiografico, nel quale rievocare il proprio distacco da due persone cardine degli affetti. Un soggetto, proprio per questo, molto amato e ripreso altre cinque volte lungo quarant\u2019anni di pittura. La prima versione \u00e8 la pi\u00f9 straordinaria, frutto di un\u2019elaborazione sofferta che si va stemperando nelle altre:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abQuando vidi la bambina malata per la prima volta, la testa pallida con i vividi capelli rossi contro il bianco cuscino, ebbi un\u2019impressione che scomparve quando mi misi al lavoro. Ho ridipinto questo quadro molte volte durante l\u2019anno, l\u2019ho raschiato, l\u2019ho diluito con la trementina, ho cercato parecchie volte di ritrovare la prima impressione, la pelle trasparente, pallida contro la tela, la bocca tremante, le mani tremanti. [&#8230;] Ho scoperto cos\u00ec che le mie ciglia partecipavano alla mia impressione. Le ho suggerite come delle ombre sul dipinto. In qualche modo la testa diventava il dipinto. Apparivano sottili linee orizzontali, periferie, con la testa al centro. Finalmente smisi, sfinito, avevo raggiunto la prima impressione\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come spesso accade nella vita, nel primo incontro con il reale c\u2019\u00e8 gi\u00e0 tutto, ma occorre un lungo lavoro per riguadagnarselo. L\u2019effetto ottenuto \u00e8 dirompente e non stupisce che, alla sua prima esposizione, il dipinto avesse suscitato scandalo e clamore. Ci\u00f2 che turb\u00f2 i norvegesi non fu il soggetto, visto considerato che, a fine Ottocento, si trattava di un tema abbastanza ricorrente. Ci\u00f2 che sconvolge, allora come oggi, \u00e8 proprio il frutto di quel lavorio descritto, intento a scavare, a sfregiare la materia, quel tormentare l\u2019immagine fino a farla trasparire traccia di se stessa, di s\u00e9 medesima sindone&#8230; L\u2019effetto ottenuto non ha,\u00a0infatti, nulla a che vedere con il processo visivo catturato dagli impressionisti o l\u2019analisi spettrometrica dei ragionieri del pointillisme. Il pittore, intento a scolpire il soggetto nella materia, non \u00e8 interessato a riprodurre la luce naturale, ma a riscoprire il dramma avvistato nel primo istante, di fronte alla realt\u00e0 da raffigurare; per far questo, lascia che sia la materia stessa a essere irreparabilmente intrisa, dal reale e dal dramma. Non si tratta, evidentemente, solo di espedienti tecnici, malgrado Munch abbia usato, tra i pochi nel Novecento, l\u2019incisione litografica con grandissima felicit\u00e0 d\u2019esito. Si tratta di una profonda fiducia nel dato materico, della convinzione che sia a questo livello che si giochi la sua battaglia di pittore. Fu questa, del resto, una costante in tutta la sua pittura, fatalmente preponderante anche nella mostra luganese di dieci anni fa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, allora, un filo di speranza in questo dolore, la speranza di chi alla materia, cio\u00e8 alla vita, ancora crede, quella di un ragazzo di ventitr\u00e9 anni che non pu\u00f2 arrendersi al rovinio delle cose, che forse non sapr\u00e0 mai cosa si nasconde dietro quella tenda nera che la ragazza fissa nel momento del trapasso, che non conoscer\u00e0 mai la reverenza fatta di dolore e il dolore fatto di reverenza, con i quali la madre s\u2019inchina, di fronte alla figlia morente, stringendone la mano. Nulla sapr\u00e0 del suo volto, quel volto che era troppo piccolo per avere il coraggio di ricordare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma una cosa la sa bene. Che non si deve aver paura di maltrattare la propria vita, di sfregiarla, se occorre per viverla, perch\u00e9 \u00e8 proprio quando sembra sparire dietro i nostri colpi, che ci risorge in faccia, come il primo istante.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2008\/03\/39_Malattia.pdf\">Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-large wp-image-661\" title=\"39_Malattia copia\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-698x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"698\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-698x1024.jpg 698w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-205x300.jpg 205w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-768x1126.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-1048x1536.jpg 1048w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia-1397x2048.jpg 1397w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2011\/08\/39_Malattia-copia.jpg 1746w\" sizes=\"(max-width: 698px) 100vw, 698px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Man mano gli anni passano, la vita ci avvicina ad occasioni sempre pi\u00f9 frequenti di stare di fianco ad un malato. 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