{"id":980,"date":"2012-06-05T11:30:31","date_gmt":"2012-06-05T10:30:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.dallombra.it\/?p=980"},"modified":"2026-08-28T14:21:23","modified_gmt":"2026-08-28T12:21:23","slug":"attendendo-danien-hirst-breve-spunto-per-non-addetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=980","title":{"rendered":"Damien Hirst: breve spunto per non addetti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Siamo in attesa di poter scrivere una delle storie che pi\u00f9 ci interessano: quella di un Hirst dopo Hirst. Oggi Damien \u00e8 alle prese con un\u00a0<a href=\"http:\/\/noname.associazionetestori.it\/2012\/05\/two-weeks-one-smmer-damien-hirst-inciampa-sui-pennelli.html\" target=\"_blank\">rantolo pittorico<\/a> in cui si sta dimenando in cerca di una nuova strada che, per ora, non s&#8217;intravede&#8230;<br \/>\nIn attesa di un nuovo che c&#8217;interessa quanto e pi\u00f9 del glorioso passato, mi hanno chiesto un&#8217;introduzione\u00a0per neofiti all&#8217;opera dell&#8217;artista, niente pi\u00f9 che un invito a guardare e amare l&#8217;arte contemporanea, analogo a quello del mese scorso, dedicato ad\u00a0<a href=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/?p=990\" target=\"_blank\">Anish Kapoor<\/a>.<br \/>\nI link alle altre puntate della serie, scritte da Giuseppe Frangi (<a href=\"http:\/\/robedachiodi.associazionetestori.it\/\" target=\"_blank\">robedachiodi<\/a>), li trovate in fondo a\u00a0<a href=\"http:\/\/www.tracce.it\/default.asp?id=456&amp;id_n=28814\" target=\"_blank\">qui<\/a>.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><em><strong><br \/>\nDamien Hirst. Dalla morte alla vita, andata e ritorno<\/strong><\/em><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">Damien Hirst \u00e8 l\u2019artista vivente pi\u00f9 al mondo. Pi\u00f9 pagato, pi\u00f9 famoso, pi\u00f9 furbo\u2026 e pi\u00f9 emblematico del sistema dell\u2019arte contemporanea. Anche chi pensa di non conoscerlo spesso si ravvede quando si citano due o tre delle sue opere pi\u00f9 celebri: il grande squalo tigre, la mucca fatta a fette, o il teschio a grandezza naturale ricoperto di diamanti. Per molti aspetti Hirst, inglese classe 1965, \u00e8 il punto d\u2019arrivo e d\u2019incontro dell\u2019arte degli ultimi cinquant\u2019anni, perch\u00e9 ha saputo condensare nella sua opera e nella sua persona correnti artistiche apparentemente opposte, vestendo contemporaneamente i panni del nipotino di Andy Warhol e di Francis Bacon e raccogliendo i frutti di correnti artistiche apparentemente opposte come l\u2019espressionismo, il minimalismo e il concettuale. Chi giudicasse eccessiva una collocazione cos\u00ec cruciale, per un artista che non ha ancora 50 anni, dovr\u00e0 fare i conti con vent\u2019anni di opere (1989-2009) che, lo si voglia o meno, hanno segnato la storia dell\u2019arte e con le quali si \u00e8 guadagnato, tra i 24 e i 44 anni, la grande retrospettiva alla Tate Modern di Londra, in corso in questi mesi. Si tratta di una produzione organizzata in cicli molto diversi tra loro per tecnica e materiali, ognuno dei quali farebbe, da solo, la fortuna di un artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/a-thousand-years-damien-hirst.jpg\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1006\" title=\"a-thousand-years-damien-hirst\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/a-thousand-years-damien-hirst.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"306\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/a-thousand-years-damien-hirst.jpg 500w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/a-thousand-years-damien-hirst-300x184.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a>La dura fragilit\u00e0 della vita<br \/>\n<\/strong>\u00c8 il 1989. Una grande teca di vetro rettangolare \u00e8 divisa in due ambienti comunicanti tra loro. A destra un cubo bianco nasconde delle larve di mosche. A sinistra, una testa di mucca d\u00e0 il proprio sangue come alimento alle mosche appena nate e destinate presto a morire, attratte in una lampada antizanzare posta appena sopra. \u00c8 l\u2019opera <em>A Thousand Years (Mille anni<\/em>): un ciclo vitale chiuso mette in scena la nascita, la vita e la morte. Hirst \u00e8 mosso dalla necessit\u00e0 di darci un\u2019immagine capace di rappresentare il dramma dell\u2019esistenza e della sua inevitabile fine e impone con prepotenza il tema della nascita, della vita e della morte, quali necessari protagonisti dell\u2019arte. L\u2019intento dell\u2019opera, dichiara l\u2019autore, non \u00e8 spaventare ma obbligare lo spettatore a stare di fronte ad un\u2019immagine convincente di ci\u00f2 che normalmente non ha il coraggio di guardare. Hirst attribuisce all\u2019artista il compito di farci fare i conti con aspetti scomodi e\u00a0 inevitabili della realt\u00e0, come la brevit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/The-Acquired-Inability-to-Escape.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1007\" title=\"The-Acquired-Inability-to-Escape\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/The-Acquired-Inability-to-Escape-300x237.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"237\" \/><\/a>Non \u00e8 un caso che, due anni dopo, una teca simile a questa racchiuda in una prigione claustrofobia una sedia d\u2019ufficio e una scrivania, sulla quale sono posti un portacenere pieno, un pacchetto di sigarette e un accendino: moderni strumenti di morte da cui l\u2019uomo <span style=\"text-decoration: underline;\">impara<\/span> a dipendere, fino a rimanerne intrappolato: <em>The Acquired Inability to Escape<\/em> (L\u2019acquisita incapacit\u00e0 di scappare) \u00e8 il titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019inevitabilit\u00e0 della morte<br \/>\n<\/strong>Racchiudere le proprie opere in una teca non \u00e8 solo un modo per concentrare la tensione, \u00e8 un tributo alle geometrie usate da Francis Bacon per i propri dipinti, ad esempio alcuni <em>Papi<\/em> urlanti. Ma \u00e8 anche il mezzo per arrivare ad una pulizia formale che Hirst ha appreso dal minimalismo: un modo di pensare all\u2019arte nel Novecento decisivo anche per ogni artista figurativo che, grazie a questi elementi astratti fatti di linee e spazi geometrici, pu\u00f2 veicolare in modo moderno contenuti che non hanno niente di astratto, senza cadere nello splatter o nello sciatto e aprendosi la strada alle case bene dei collezionisti di tutto il mondo. \u00c8 cos\u00ec che lo spazio delimitato viene stressato dall\u2019interno con elementi sovraccarichi di vita e di morte, capaci di travalicarlo, senza distruggerlo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DamienHirst1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1011 aligncenter\" title=\"DamienHirst\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DamienHirst1.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"293\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DamienHirst1.jpg 499w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DamienHirst1-300x176.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 499px) 100vw, 499px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 1991 \u00e8 l\u2019anno del successo planetario di Hirst. L\u2019anno del celebre squalo: <em>The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living<\/em> (L\u2019impossibilit\u00e0 fisica dell\u2019idea di morte nella mente di colui che vive). \u00c8 il risultato della strategia di un pubblicitario di grande successo, Charles Saatchi, che intuisce per l\u2019arte contemporanea una strada di fortuna globale a molti zeri e in Hirst trova uno dei pi\u00f9 dotati artisti usciti dall\u2019Accademia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1009\" title=\"the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1-300x225.jpg 300w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1-768x576.jpg 768w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/the-physical-impossibility-of-death-in-the-mind-of-someone-living1.jpg 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 cos\u00ec che a 25 anni gli mette in mano 50mila sterline dandogli carta bianca: realizzi l\u2019opera pi\u00f9 sensazionale che riesce ad immaginare. \u00c8 cos\u00ec che Hirst si procura da un pescatore australiano uno squalo tigre di oltre tre metri e lo colloca in una delle sue teche colma di formaldeide. Lo squalo \u00e8 sospeso nel liquido trasparente. Il risultato \u00e8 un\u2019immagine di morte e terrore ma, contemporaneamente, anche di maest\u00e0 della natura: perch\u00e9 il mostro rimane eternato, vivo e capace di terrorizzare, per sempre. L\u2019opera diviene presto un simbolo di una generazione e degli Young British Artists (YBAs), una fortunata etichetta che consacra Londra come centro propulsore di un sistema artistico che regge il mercato dell\u2019arte contemporanea da Pechino a New York. Ma, allo stesso tempo, \u00e8 l\u2019immagine pi\u00f9 dirompente dell\u2019inevitabile presenza della morte nella vita di ognuno di noi. Non sembra possibile spiegare meglio, a parole o con altre immagini, la contraddizione assoluta insita nell\u2019uomo,\u00a0che spende tutte le sue energie per la vita e deve fare i conti\u00a0ogni giorno con la morte. Forse potr\u00e0 solo far finta di niente, cercare di non pensarci, ma lei s\u2019imporr\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La bellezza del creato<br \/>\n<\/strong>Se \u00e8 vero che la morte \u00e8 in assoluto l\u2019elemento pi\u00f9 ricorrente nell\u2019opera di Hirst, non si pu\u00f2 ridurre l\u2019artista ad un messaggero della donna con la falce. Quello che affascina l\u2019artista non \u00e8 la morte in quanto tale ma lo splendore della vita, della natura, della biologia e il punto in cui questa bellezza oggettiva deve fare i conti con la sua fine. L\u2019artista \u00e8 estasiato dalla bellezza della natura e il modo con cui ce la presenta \u00e8 solo apparentemente orrorifico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-1013\" title=\"Damien Hirst_Hymn\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Damien-Hirst_Hymn.jpg\" alt=\"\" width=\"271\" height=\"359\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Damien-Hirst_Hymn.jpg 271w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/Damien-Hirst_Hymn-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 271px) 100vw, 271px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando realizza una serie di sculture anatomiche ci fa vedere il corpo per met\u00e0 coperto dalla pelle e per met\u00e0 lascia scoperti muscoli, ossa e organi interni. Un modellino anatomico umano, preso in prestito da un qualsiasi laboratorio scolastico di scienze, \u00e8 riprodotto in bronzo in una fusione alta quasi sei metri. Nasce cos\u00ec, tra il 1999 e il 2000, <em>Hymn<\/em>: un inno alla straordinariet\u00e0 del corpo. La corporeit\u00e0 diviene cos\u00ec elemento fondamentale, da rendere concreta e idealizzata insieme, grazie alle dimensioni e a lucidi e accesi colori da carrozzeria. Una fisicit\u00e0 che Hirst ha bisogno di tirar fuori anche da esseri viventi che normalmente non concepiamo come corporei, perch\u00e9 sacri, come la Vergine in cinta (<em>The Virgin Mother<\/em>, 2005-2006), perch\u00e9 celesti, come un angelo (<em>The anatomy of an angel<\/em>, 2008) o perch\u00e9 mitologici, come l\u2019unicorno (<em>Myth<\/em>, 2010). Il risultato \u00e8 solo apparentemente dissacrante, perch\u00e9 la ricerca \u00e8 quella di una bellezza pi\u00f9 solida, pi\u00f9 concreta di quella che restituisce l\u2019aspetto estetico ed estetizzante esteriore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla morte alla vita, andata e ritorno<br \/>\n<\/strong>Allo stesso modo, tra le sue opere pi\u00f9 affascinanti compaiono alcune grandi vetrate o rosoni interamente realizzati, tra il 2006 e il 2008, con splendide farfalle multicolore messe sotto vetro. In apparenza si tratta di magnifiche composizioni ispirate alla tradizione cristiana delle vetrate nelle chiese. Ma come tutte le opere di Hirst hanno un carattere fortemente ambivalente. Lo stupore ed entusiasmo iniziale di fronte a tale magnificenza di forme e colori sfavillanti lascia, prima o poi, lo spazio alla consapevolezza che a permettere tale spettacolo \u00e8 una strage di bellissimi cadaveri. Ma se leggiamo la stessa opera in senso inverso, partendo dall\u2019orrore, bisogner\u00e0 ammettere che siamo di fronte all\u2019immagine di una bellezza che vince la morte, di una bellezza resa eterna ben al di l\u00e0 dell\u2019effimera vita di una farfalla, di una bellezza resa eterna dalla morte dell\u2019effimero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DHS6492_771_02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1029 aligncenter\" title=\"DHS6492_771_0\" src=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DHS6492_771_02.jpg\" alt=\"\" width=\"617\" height=\"310\" srcset=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DHS6492_771_02.jpg 771w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DHS6492_771_02-300x151.jpg 300w, https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/DHS6492_771_02-768x386.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 617px) 100vw, 617px\" \/><\/a><br \/>\n<strong>Ma non \u00e8 grande la vita?!<br \/>\n<\/strong>L\u2019opera di Hirst ha un forte carattere provocatorio, ma la provocazione non \u00e8 ultimamente gratuita. L\u2019artista ha l\u2019ambizione di mettere le persone di fronte alle \u201cquestioni fondamentali della propria vita\u201d, per affrontar le quali si sente tanto inadeguato a dare risposte, quanto obbligato a farle emergere come sono: domande sempre aperte, \u201cquestioni eterne\u201d. E alla domanda di quale siano queste questioni eterne, Hirst, citando un\u2019opera di Gauguin, non lascia dubbi: \u201cDa dove veniamo? Chi siamo? Dove stiamo andando? Penso siano queste le grandi questioni dell\u2019arte e molti artisti si pongono queste domande e cercano di dare ad esse una parvenza di risposta, qualche suggerimento per trovarla&#8230;\u201d E stare di fronte a queste domande porta Hirst ad amare ancora di pi\u00f9 la vita e il suo lavoro: \u201cMa alla fine della giornata, anche l\u2019arte non pu\u00f2 che dire: \u2018Non \u00e8 grande la vita?!\u2019. Questo \u00e8 il massimo che si possa ottenere dall\u2019arte\u201d.<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/For-the-Love-Of-God-Damien-Hirst.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-1023\" title=\"For the Love Of God - Damien Hirst\" src=\"https:\/\/dallombra.softweb.srl\/wp-content\/uploads\/2012\/06\/For-the-Love-Of-God-Damien-Hirst-204x300.jpg\" alt=\"\" width=\"204\" height=\"300\" \/><\/a>Interprete del suo tempo, fino in fondo<br \/>\n<\/strong>Certo, per capire l\u2019artista e la sua modernit\u00e0, bisognerebbe parlare del \u201cpersonaggio\u201d Damien Hirst, delle trovate clamorose che hanno segnato la sua carriera, come nel 2008, quando, gabbando i suoi celebri galleristi, ha venduto all\u2019asta da Sotheby\u2019s a New York \u2013 una performance intitolata <em>Beautiful Inside My Head Forever<\/em> (Bellezza nella mia testa per sempre) \u2013 223 opere, incassando 200 milioni di dollari, esattamente negli stessi giorni in cui fallivano le banche americane. O bisognerebbe sciorinare i numeri dell\u2019opera d\u2019arte contemporanea con i pi\u00f9 grandi costi di realizzazione del mondo: <em>For the Love of God<\/em> (Per l\u2019amor di Dio, 2007), un teschio di platino con denti veri, coperto da 8.601 diamanti purissimi e un enorme diamante rosa a goccia posizionato sulla fronte, per un totale di 1.106,18 carati. Si tratta di due prove di forza che non si esauriscono nella loro furbizia e che denunciano l\u2019assurdit\u00e0 di un sistema necessariamente effimero mentre lo si sta ancora cavalcando da protagonisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 Hirst si \u00e8 fatto interprete degli elettrizzanti anni Novanta, ha portato a compimento alcune intuizioni geniali nelle opere del primo decennio di questo millennio ed ora si dimostra capace d\u2019interpretare a dovere anche l\u2019incertezza di questo momento di passaggio della nostra storia. Salvo qualche colpo rimasto in canna ed esploso tardivamente tra il 2010 e il 2011, infatti, dal 2008 Hirst sta cercando una nuova strada d\u2019artista, attraverso la pittura a olio. Ma questa \u00e8 una storia ancora in corso, tutta da scrivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo in attesa di poter scrivere una delle storie che pi\u00f9 ci interessano: quella di un Hirst dopo Hirst. 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