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Tra le sculture, d’autunno, nel giardino del Vela. In questi giorni di pioggia, raffreddori e primi venti freddi, per uscire di casa, magari di domenica, occorre un buon motivo. Ma le stagioni di passaggio come queste si sposano perfettamente a certi luoghi, che conservano un’atmosfera quasi incantata.

Uno di questi è appunto il Museo Vela di Ligornetto: assiso sulla sua collinetta, in un giardino semplice e riposante, dominato dal silenzio. È in un ambiente così che si trova il tempo per pensare un poco a sé, ad un anno che si sta chiudendo e a ciò che ci circonda. Ad aggiungere elementi di riflessione sono ora poste in loco (fino al 20 novembre) una ventina di sculture contemporanee, disseminate nella Villa e nel giardino per la mostra degli artisti di Visarte, l’Associazione nata per promuovere le arti visive e che raggruppa in Svizzera più 2500 artisti professionisti, di cui circa 150 in Ticino (www.visarte-ticino.ch).

Il tema prescelto per la collettiva, “trasgressione della persistenza”, è stato svolto in due mostre successive: alla Pinacoteca Züst di Rancate, da giugno ad agosto, hanno esposto una ventina di pittori e ora, al Vela, si mostrano altrettanti scultori. I luoghi prescelti si prestano perfettamente al tema, che invita a un confronto con la tradizione artistica conservata in permanenza nei due musei. Gli argomenti affrontati dai curatori sono molto ampi e Sergio Morello, presidente di Visarte-Ticino, punta il dito sulle leggi del mercato dell’arte, sulla dissoluzione della forma, la rappresentazione del corpo, l’innovazione e la tradizione o il ruolo dell’arte. Questioni centrali del dibattito artistico (e non solo) nell’epoca in cui viviamo, sulle quali, sebbene una risposta univoca arriverà forse solo ad epoca conclusa, non si può far a meno di interrogarsi.

Nella condizione della Svizzera come centro geografico europeo e del Ticino come terra di confine e contaminazioni, è interessante l’intento di Visarte di dare una voce a moltissime espressioni artistiche, non solo attraverso iniziative come queste, ma offrendo in affitto agli artisti due atelier in Ticino, “Casa e atelier Blick” a Sant’Abbondio e “Casa Maria” a Costa-Intragna, e mettendone a disposizione un terzo a Parigi per periodi di sei mesi. Come un padre, Visarte offre una casa agli artisti, li fa conoscere tra loro e agli altri, dà qualche consiglio sensato, ma non può che farli andare con le proprie gambe, anche quando un capitombolo è in arrivo o il “figlio” non sembra così dotato come si vorrebbe. E allora, in viaggio tra verdi prati rugiadosi, il viandante potrà giudicare e interrogarsi davanti alle opere di Ivo Soldini, Federico Werthmann, Daniele Cleis, Marco Prati e Paolo Selmoni (ospite di Visarte come out-sider), finché, rattrappito dall’imbrunire, non riparerà in Villa dove, tra i consueti e amati gessi splendenti, lo aspettano le altre sculture e istallazioni di S.Lüthi, Brigitte Allenbach, Jean Marc Bühler, Pascal Murer, Fabrizio e Christine Crivelli, Vichi Lonati, Ursula Roelli, Penelope Mackworth, Tazio Marti, Silvia Meister, Fiorenza Bassetti, Ivano Facchinetti, Giuliano Togni e dello stesso Sergio Morello. Nomi più o meno noti e cari dell’arte contemporanea ticinese e svizzera che vale la pena di citare uno per uno mentre, allineati allo stesso nastro di partenza, partono alla ricerca della propria strada verso la soddisfazione artistica e alla conquista della soddisfazione percettiva del viandante d’autunno.

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